Grosseto, arrestato dopo lo scippo da una coppia di agenti

Liberi dal servizio, hanno sentito le grida, si sono fermati, hanno visto l’aggressione e si sono messi all’inseguimento

GROSSETO. Lo hanno arrestato due agenti delle Volanti, marito e moglie, liberi dal servizio. Erano in auto, transitavano da via Aldi, hanno sentito delle grida, si sono fermati, hanno capito, lo hanno visto, lo hanno inseguito e hanno anche recuperato la refurtiva poco prima sottratta, tra cui anche un anello e un orologio d’oro del valore dichiarato di diecimila euro.

Marco Hadzovic, 32 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine e agli uffici giudiziari, è stato arrestato per rapina con lesioni: ventuno i giorni di guarigione per la donna, poco più che sessantenne, conseguenze per un dito della mano sinistra, di fatto fratturato, e un ginocchio, con un trauma facciale. Il giudice Andrea Stramenga ieri pomeriggio ha convalidato l’arresto e ha disposto la custodia in carcere. Su richiesta del difensore, l’avvocata Francesca Carnicelli, il processo proseguirà la prossima settimana.


I fatti risalgono alla sera di martedì, pochi minuti prima delle 23. La donna ha appena lasciato l’abitazione di un’amica, dopo aver trascorso con lei la giornata. Esce dal portone, va verso la sua auto lasciata in sosta, sta per chiudere la portiera, sta per sistemare la borsa sul sedile del passeggero. In quel momento viene aggredita. L’amica sente le urla, scende, vede la donna a terra mentre chiede aiuto. Accanto a lei c’è un uomo che cerca di prenderle con forza la borsa, le dà dei colpi alla testa, anche alle braccia, insiste per impossessarsi del bottino anche con degli strattoni, perché la donna la stringe a sé. Alla fine ce la fa e scappa. In quel momento, e proprio in quel momento, passano i due poliziotti. Proprio mentre l’aggressore è in azione, proprio mentre la donna grida. Vedono tutto, sul marciapiede opposto, al di là dello spartitraffico. Scendono dall’auto, si qualificano, si mettono a inseguire il giovane uomo che non intende fermarsi e anzi scappa a piedi verso via Segantini stringendo fra le mani la borsa.

L’inseguimento termina poco dopo, in via Tintoretto. E termina anche con il recupero della borsa: dentro ci sono i documenti, due carte PostePay, 25 euro, un telefono cellulare e soprattutto l’orologio d’oro e un anello solitario di diamante, due oggetti di elevato valore economico ma anche di particolare significato affettivo. Viene chiamato il 112 e sul posto arriva la Volante in servizio quella sera: i due agenti prendono in consegna Hadzovich e lo portano in Questura. Nel frattempo, la donna viene soccorsa da un passante non identificato e dall’amica scesa da casa. Poi anche dal 118: sanguina alle mani. L’equipaggio dell’emergenza sanitaria la trasporta al pronto soccorso. Sul posto arriva anche il marito della donna, che successivamente accompagna in Questura per la denuncia. La polizia avverte il sostituto procuratore di turno, Federico Falco, e scatta l’arresto: un arresto in flagranza, perché i due poliziotti non hanno in sostanza mai perso di vista il giovane uomo.

Quello di Marco Hadzovich è un nome conosciuto per tanti reati commessi in precedenza, anche per furto, anche in un passato recente. Anche Hadzovich è stato portato in ospedale, nel corso della notte, perché lamentava dei dolori, probabilmente conseguenze dell’aggressione messa a segno.

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