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Cima si sposta nella maxisede di Braccagni e in poco più di un anno triplica gli addetti

Il nuovo capannone da 4mila metri quadrati di Cima, l’azienda specializzata nella produzione e installazione di infissi di qualità

Trasferita in un capannone da 4mila mq, l’azienda di infissi è già “in crisi” di spazio. Nel 2021 il fatturato è stato di 13 milioni

GROSSETO. Dai 35 dipendenti di fine 2020 agli attuali 92, Cima Infissi Srl è già in crisi di spazio nel nuovo grande capannone di Braccagni da 4.000 metri quadrati nel quale si è trasferita appena a metà dell’anno scorso. Tanto che, per stare dietro all’incremento delle vendite, l’azienda lavora h24 su tre turni di lavoro di 8 ore ciascuno, dal lunedì al sabato mattina.

Questa realtà produttiva specializzata nella produzione e installazione di infissi di qualità in Pvc e alluminio, concessionaria del prestigioso marchio Schüco, rappresenta la classica storia imprenditoriale di successo costruita sulla dedizione e la passione per il proprio lavoro. Certificata da un fatturato che nel 2021 ha sfiorato i 13 milioni di euro.


«Quando abbiamo concluso il nostro sesto trasferimento di sede poco meno di un anno fa – spiega Francesco Zanti, responsabile della logistica e uno dei tre soci titolari dell’azienda – eravamo preoccupati di come riempire gli spazi del nuovo capannone (ex BigMat, ndc), che ci sembrava enorme. Pochi mesi dopo, in seguito a un’impennata delle vendite, ci siamo resi conto increduli che ci mancava lo spazio per organizzare al meglio la produzione. Tanto è vero che abbiamo chiesto l’autorizzazione per installare una tensostruttura».

In appena vent’anni l’azienda guidata da Antonio Campanale, Francesco Zanti e Massimo Pizzinelli ha fatto passi da gigante, cambiando sede ben sei volte.

Sempre per adeguare gli spazi all’incremento di lavoro, cresciuto soprattutto a partire dal 2010, quando Cima Srl è diventata concessionaria esclusivista della Schüco. Oggi l’azienda maremmana è il secondo concessionario italiano per utilizzo dei profili in Pvc e alluminio del produttore tedesco, e opera in otto regioni: Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia, Campania, Lazio, Umbria e Abruzzo; più recentemente entrando anche nel mercato delle Marche.

A contribuire al successo aziendale, senza dubbio sono stati il bonus ristrutturazione al 50 per cento, dal giugno-luglio 2021, quello per le riqualificazioni energetiche al 110 per cento, a partire dal dicembre scorso, e lo sconto in fattura. «Ma più di ogni altra cosa – spiega ancora Zanti – l’incremento del lavoro è dovuto a quello che abbiamo seminato nel tempo, soprattutto in termini di puntualità delle consegne e qualità dei montaggi, oltre naturalmente alla qualità dei prodotti. Se dovessi quantificare la cosa, direi che il nostro successo aziendale dipende per un 70 per cento proprio da questi fattori».

Come succede per tutte le imprese che macinano ricavi, alla base del boom produttivo c’è spesso un’intuizione.

I titolari di Cima l’hanno avuta nel momento più difficile della pandemia. «Quando è partita la ripresa, con i costi delle materie prime schizzate alle stelle, abbiamo capito in anticipo che il problema sarebbe stato quello dell’approvvigionamento dei materiali, e che questo avrebbe inciso pesantemente rispetto alla puntualità delle consegne concordate con i clienti. Al momento opportuno abbiamo capito che dovevamo fare un grosso ordinativo di profili, prima che esplodesse il problema e subentrassero i ritardi nelle forniture. Nei nostri piazzali abbiamo stoccato 240 pallets di materiali, e successivamente abbiamo continuato a ordinare in modo regolare il doppio di quello che ci serviva. Questo ci ha garantito sempre le scorte di magazzino e la possibilità di contenere i tempi di consegna a 5-7 settimane, a fronte delle 13 della concorrenza. Cosa molto apprezzata dai nostri clienti. Dall’inizio dell’anno i tempi di consegna sono passati a 8 settimane perché le richieste sono aumentate molto, ma abbiamo ancora un bel vantaggio che ci consente di essere competitivi sul mercato. In questa fase, più che acquisire nuovi clienti, cerchiamo di curare nel migliore dei modi quelli che già abbiamo». Appena trasferita nella nuova sede, inoltre, l’azienda ha subito pensato a investire in una prospettiva di medio periodo. Già ad agosto dello scorso anno sono state ordinate una nuova linea di montaggio e un centro di taglio e lavoro, oltre a una macchina per il taglio del metallo, con un investimento di circa un milione e mezzo. Stessa cosa per quanto riguarda il parco mezzi, oggi composto da 10 fra furgoni e camion, con l’ordine di due nuovi furgoni e di un bilico.

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