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Morto sulla pista da sci, la figlia: «Vi racconto mio babbo, una persona semplicemente favolosa»

Maya Bianciardi con il padre Bruno

Il ritratto dolcissimo del padre Bruno. Da tre anni viveva vicino a Gavorrano, avviata la donazione degli organi

MONTE AMIATA. «Quello che mi rassicura è che l’ultima cosa che ha fatto è stata sciare con me. Non lo vedevo così sereno da tempo. Era voluto andare a sciare a tutti i costi, anche se io non volevo. Nei primi giorni di gennaio 2022 aveva avuto un piccolo infarto, era stato operato. Ed erano sei anni che non sciava per problemi alla schiena. Ma sabato mi ha detto chiaramente: “Io voglio andare a sciare”. Ed era così felice».

Maya Bianciardi, 20 anni, parla dalla stanza da letto del babbo, Bruno. Il beagle Rambo annusa intorno, ha gli occhi mesti. Il suo padrone è uscito sabato per andare a sciare. E non è più tornato.


Era felice, ma fragile Bruno Bianciardi, il 61enne originario di Sovicille che domenica 23 gennaio è spirato alle Scotte di Siena 24 ore dopo un incidente sulla pista da sci alle Macinaie. Un incidente all’apparenza lieve in quello che doveva essere un sabato (quello del 22 gennaio, nda) di sole e neve. Ma il sole si è spento alle 16.

Bianciardi era con la figlia Maya e con il fidanzato di lei. I tre stavano sciando quando suocero e genero hanno avuto un contatto. Entrambi con il casco, non sembrava niente di grave. Bianciardi aveva avuto un mancamento, ma sembrava essersi ripreso, anche se era un po’ frastornato.

«Continuava a scusarsi con il mio fidanzato per l’incidente», racconta la figlia.

Portato subito in elicottero a Grosseto, le sue condizioni si sono aggravate di lì a poco, tanto da rendere necessario il ricovero a Siena. Probabilmente le sue delicate condizioni di salute lo hanno tradito. Si è formata un’emorragia che i medici non hanno potuto arginare. Nella sera di domenica 22 è spirato.

«Era un’anima sportiva – lo ricorda Maya – e, anche se era in là con l’età, era rimasto un ventenne».

Campione europeo di skateboard nel 1980, la sua vita si era divisa tra lo sport e l’attività di famiglia. Figlio del pittore Enzo Bianciardi, autore del drappo del 1974 del Palio di Siena, Bruno aveva ereditato dal padre un hotel nei dintorni della città del palio e lo aveva gestito fino a tre anni fa. Poi lo aveva venduto, per godersi il meritato riposo. E – separato dalla moglie – era venuto a stare in Maremma a Potassa, Gavorrano, portandosi dietro il cagnolino Rambo.

«Amava il mare, amava il surf – racconta la figlia Maya – e per tutta la vita era stato a Siena. Così aveva deciso di trasferirsi vicino al mare in questa casa a Potassa. Si era preoccupato che la casa avesse delle camere per me e per mia sorella Tina, che vive in Polonia con nostra madre». Maya, che studia a Firenze, lo raggiungeva ogni fine settimana.

«Sei o sette anni fa ha cominciato ad avere problemi alla schiena – racconta la figlia – Aveva fatto il giro del mondo per operarsi, ma non aveva risolto. Poi, due settimane fa, ha avuto un piccolo infarto, che aveva reso necessario un piccolo intervento».

Forse Bianciardi sapeva del rischio che stava correndo andando a sciare. Forse no. Ma sabato era una giornata così azzurra, con una neve così bella, i cristalli luccicanti sui rami degli alberi: se il suo cuore aveva bisogno di una carezza, gliel’avrebbe data la montagna. E il sorriso della figlia Maya.

«Come descrivere mio babbo? Non saprei da dove cominciare – dice Maya –. Era semplicemente favoloso, una persona di cui ti potevi fidare, uno che ti faceva divertire. Era una persona non semplice, ma intelligente, saggia, i suoi consigli erano sempre azzeccati al 100 per cento».

E generoso. I suoi organi saranno donati, come lui avrebeb voluto. «Era buddista e aveva lasciato detto di voler donare gli organi. Abbiamo dato il consenso e aspettiamo l’espianto», dice Maya. L’ex moglie e l’altra figlia, intanto, stanno venendo in Italia.

Dopo l’espianto, Bianciardi verrà portato all’obitorio di Siena. Ed è qui che Maya invita gli amici e i conoscenti a salutare il padre per l’ultima volta. «In queste ore abbiamo ricevuto tantissimi messaggi. E tantissime persone sono venute all’ospedale di Siena. Questa è una cosa davvero bella, che ci fa commuovere», dice Maya. Non appena la salma sarà riconsegnata alla famiglia, Bianciardi verrà cremato. «Voleva che le sue ceneri fossero sparse in mare – dice la figlia –. E lo faremo unendole insieme a quelle del suo amatissimo Attila, un altro beagle che ha avuto per 14 anni ed è morto nel 2019. Lui avrebbe voluto così».

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