Grosseto, l’edilizia ha fame di personale che non c’è

Rossano Massai, titolare dell’omonima ditta e presidente dell’Ance provinciale

Fratelli Massai cerca 4 figure professionali e lancia l’allarme: «Non si trovano le competenze, un problema esplosivo»

GROSSETO. La forte ripresa del settore edile, trainata da bonus fiscali per le ristrutturazioni e progetti di rigenerazione urbana, sta mettendo in crisi le imprese, che hanno grosse difficoltà a reperire figure professionali specializzate. Muratori, carpentieri, responsabili di cantiere, capicommessa, addetti agli acquisti e geometri. È il paradosso del lavoro che ci sarebbe, con i lavoratori che non si trovano.
L’impresa edile stradale Fratelli Massai Srl, che da sessant’anni opera nel comparto delle opere pubbliche e private di edilizia stradale e infrastrutturale, ad esempio, sta cercando da tempo un tecnico per la gestione delle commesse, uno per quella delle pratiche connesse ai cantieri e due escavatoristi e conducenti di macchine operatrici.

GUERRA FRA AZIENDE

«Il problema del personale competente – spiega Rossano Massai – sta esplodendo in tutta la sua drammaticità. Non si riescono più a trovare operai qualificati e quadri intermedi con competenze nella gestione dei cantieri, e di fatto si sta sviluppando una campagna acquisti come quella che fanno le società di calcio. Con il rischio di una competizione sfrenata fra le aziende per accaparrarsi i lavoratori migliori».
Il problema del ricambio generazionale degli addetti in edilizia è emerso immediatamente, nel momento in cui è partita la ripresa. La precedente crisi – iniziata nel 2008 con la bolla speculativa dei mutui subprime e peggiorata in seguito alla pandemia – aveva allontanato dal settore edile molti lavoratori, che nel frattempo avevano trovato altri tipi d’impiego.
Massai, che è anche presidente provinciale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), è molto preoccupato della situazione.
«La mia difficoltà di imprenditore è la stessa che vivono tutti i miei colleghi. E in generale le imprese edili in tutto il Paese», spiega. «In questa fase, oltretutto, al di là delle difficoltà a trovare personale specializzato, le aziende che operano nel nostro settore devono affrontare in contemporanea l’aumento dei costi dei materiali e la difficoltà a farseli consegnare in tempi utili, perché c’è un eccesso di domanda che, a sua volta, ha fatto alzare i prezzi delle materie prime. A questo si aggiunge un ulteriore problema: la crisi ha fatto una forte selezione fra le imprese, ma oggi con l’accelerazione della ripresa sono nate società senza dipendenti che per cogliere la palla al balzo si affidano a squadre di cottimisti e contoterzisti, che lavorano in modo approssimativo danneggiando il mercato».

SCUOLE VUOTE
Tornando al fronte del lavoro, va anche considerato il fatto che l’ex istituto per geometri di Grosseto oramai da molto tempo non ce la fa a costituire più di una prima classe per ogni anno.
«Precedentemente – spiega il professor Carlo Sestini, uno dei due responsabili dell’orientamento per il Polo tecnologico Manetti-Porciatti – avevamo molti iscritti e ogni anno costituivamo più prime classi. Oggi abbiamo molti meno iscritti all’indirizzo “Cat” (costruzioni, ambiente e territorio) e quindi riusciamo a costituire solo una prima classe ogni anno. Eppure, questo tipo di indirizzo è molto qualificante dal punto di vista professionale e avrebbe buoni sbocchi lavorativi, sia perché la didattica è aggiornata, ad esempio utilizziamo i droni per i rilevamenti, sia perché gli insegnanti sono professionisti del settore con elevate competenze tecnico-pratiche. Credo che una parte del problema sia stato eliminare dal corso di studi la parola “geometri”, che in termini di marketing e reputazione aveva un suo valore aggiunto».

FORMAZIONE IN CASA
Per ovviare al problema della manodopera l’Ance sta cercando di correre ai ripari.
«Attraverso la Scuola edile grossetana – spiega ancora Massai – stiamo organizzando per le aziende un corso di qualificazione per gli operai più bravi nel ruolo di capocantiere, che oggi richiede competenze elevate per gestire la complessità delle lavorazioni. In parallelo stiamo pensando a un metodo di selezione di lavoratori di provenienza extracomunitaria per formarli come manovali e carpentieri, perché il problema del reclutamento non riguarda solo le qualifiche professionali più alte, ma in generale tutto il personale di cantiere. Tra fine febbraio e inizio marzo, inoltre, contiamo di inaugurare il nuovo laboratorio della Scuola edile, che sarà punto di riferimento nella formazione professionale anche rispetto al nuovo “Its Accademia tecnologica edilizia” in via di costituzione, di cui siamo promotori. Istituto tecnico superiore che avrà sede a Livorno e si occuperà di formare le competenze di più alto livello per addetti nel nostro settore».
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