Aggredì una donna a colpi di martello. Il perito: «Incapace d’intendere e volere»

Lo stabile in cui era avvenuta l’aggressione

L’uomo, 35 anni, del Burkina Faso, fu arrestato a luglio. Curato, ha ripreso lucidità: chiede scusa in continuazione 

Follonica. Lui lo ripete in continuazione, è questa la sua idea fissa, il suo tormento: si dice profondamente dispiaciuto per ciò che ha fatto, chiede scusa, ha capito solamente adesso che ha riacquistato lucidità. A distanza di sei mesi dall’aggressione a martellate, l’esperto nominato dal Tribunale ha intanto certificato il suo stato di salute mentale: è incapace di intendere e di volere, totalmente.

Lo straniero del Burkina Faso, 35 anni, arrestato per tentato omicidio l’8 luglio per aver ferito gravemente una donna oggi 70enne (turista di Buonconvento in vacanza nel golfo con nipoti e genero) nel condominio di via dei Pini a Follonica, ha assistito all’udienza di incidente probatorio in cui è stato preso atto dell’esito della perizia, eseguita dalla dottoressa Maria Grazia Nicosia, psicologa e psicoterapeuta. Ha assistito ma non ha detto nulla, limitandosi a parlare con il proprio difensore, l’avvocata Elisabetta Teodosio, sullo stato del procedimento. L’incidente probatorio è concluso, il fascicolo è tornato al sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, il giudice Marco Mezzaluna scioglierà a breve la riserva sulla misura cautelare, l’indagato nel frattempo è tornato nel carcere di Sollicciano.


Qui è detenuto in un reparto attrezzato per persone che si trovano nella medesima condizione. Una condizione emersa non soltanto nei primi momenti dell’episodio e nella prima fase delle indagini ma anche nei primi giorni di detenzione. Le cure, tuttavia, hanno avuto un certo effetto, dal momento che lui ha dichiarato di «non sentire più le voci», quelle stesse che lo avevano guidato quella notte e che avrebbero potuto guidarlo anche in casi similari successivi, se non fosse stato bloccato.

Quella sera, la donna stava rientrando nel suo appartamento con i due nipoti. Subito dopo essere usciti dall’ascensore i tre erano stati aggrediti dall’uomo, che, armato di un martello, aveva colpito uno dei bambini in maniera leggera a una mano, rivolgendosi poi contro la donna che era stata raggiunta da violenti colpi alla testa. I bambini, terrorizzati, erano scappati in strada, avevano cercato il padre, avevano urlato: «la nonna, la nonna». La donna era in una pozza di sangue, come avevano raccontato i testimoni, i vicini di casa. Era stata portata al policlinico delle Scotte di Siena, le sue condizioni erano gravissime. L’uomo era stato bloccato da un cittadino senegalese che si è gettato sull’assalitore disarmandolo e bloccandolo dopo una breve colluttazione fino all’arrivo dei carabinieri. Ma era stata necessaria la somministrazione di un sedativo per ridurlo alla calma. Era seguito l’arresto, qualche giorno dopo l’udienza davanti al giudice che aveva convalidato il provvedimento. Poi, le parti avevano sollecitato la perizia psichiatrica, per valutare lo stato di salute dell’uomo prima di ogni forma di giudizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA