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Caro-bollette, le testimonianze: «Quando ho visto 40mila euro di luce ho pensato a un errore di lettura...»

Andrea Greco, titolare del ristorante pasticceria Il Carrettino (foto Bf)

Lo choc alla Principina, mentre Il Carrettino decide di aprire solo nel weekend. Alla Rotonda 1.000 euro per un solo giorno. Viaggio nelle imprese di Grosseto

GROSSETO. Il caro-bollette è stata una mannaia sulle imprese. Lo dice anche la Confcommercio di Grosseto, sempre vicina ai suoi associati, che testimonia il momento di difficoltà che stanno attraversano le imprese cittadine, facendo alcuni esempi per far comprendere meglio il periodo attuale.

L'HOTEL


L’hote La Fattoria la Principina nel 2019 aveva una fattura della bolletta dell’energia elettrica del solo mese di dicembre con un importo da pagare di 15.245 euro. Nel dicembre 2020, l’importo è diventato di 6.089 euro, considerate le chiusure per la pandemia. Nel dicembre 2021, sicuramente un anno simile al precedente per le difficoltà ancora connesse all’emergenza sanitaria che hanno portato ad annullamenti di cene aziendali, convegni, piccoli congressi e un minor numero di turisti, la struttura alberghiera si è vista recapitare una esorbitante bolletta della luce da 39.435 euro.

«Abbiamo pensato a un possibile errore di lettura – spiega dalla Fattoria la Principia Daniela Bianchi – e invece la cifra ci è stata confermata: è il costo dell’energia che è andato alle stelle».

IL RISTORANTE PASTICCERIA

Dalle strutture alberghiere ai pubblici esercizi la situazione non cambia, con una stima del 40-45 per cento di rincari. «Aumenti impressionanti – li definisce Andrea Greco, chef e titolare della pasticceria e del ristorante il Carrettino – Per le due attività dovrò pagare 4.100 euro di elettricità al mese. Per il ristorante, l’importo della luce diventa circa 1.700 euro contro le 800 al mese di media degli anni scorsi, per il forno-pasticceria, la bolletta sarà di 2.400 euro al mese, contro una media di 1.300-1.400 euro del passato».

L’effetto degli aumenti si è già fatto sentire.

«Considerato l’aumento dell’energia ma anche delle materie prime, a cui si sommano le difficoltà del Covid – spiega ancora Greco – da gennaio ho deciso di aprire il ristorante solo nel fine settimana, dal venerdì alla domenica, e tutto questo con grande rammarico verso i miei dipendenti a cui tengo moltissimo, per i quali molti come me stanno facendo lo sforzo di non chiudere. Perché se facessimo il solo conto economico il confronto tra spese e guadagni, l’attività sarebbe da aprire solo in estate».

IL BAR

Altra testimonianza, è quella dei titolari de La Rotonda di Marina di Grosseto, lo storico locale riaperto appena un anno fa, con una nuova ristrutturazione, dopo decenni di chiusura e abbandono.

«Nel mese di dicembre abbiamo pagato il doppio di novembre, ovvero 1.000 euro contro 500, oltretutto stando chiusi – dice Francesco Ferraris – Il locale è stato aperto solo il giorno di Natale, mentre il cenone di Capodanno è saltato per le numerose disdette a causa della situazione Covid». Ferraris si interroga su ciò che accadrà nei prossimi mesi e quali prospettive ci potranno essere per le imprese.

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