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Grosseto, l’estetista è abusiva e non fa ricevute. «Evasione fiscale per 50mila euro»

Agenti della guardia di finanza con il materiale sequestrato all’estetista abusiva

Specialista delle unghie, operava a casa o a domicilio delle clienti in tutta la provincia: «Con rischi anche per la sicurezza»

GROSSETO. Il comando provinciale della guardia di finanza ha "smascherato" un’estestista abusiva, accusata di aver evaso tasse e Iva per un cifra di poco inferiore ai 50 milaeuro. La donna, non più giovanissima, svolgeva abusivamente e infischiandosene di varie normative - fiscali e contributive - l’attività di estetista nel suo appartamento, ma era pronta a spostarsi al domicilio dei suoi clienti, sparsi in tutta la provincia, violando quindi anche regole di sicurezza.

Le fiamme gialle, dopo una segnalazione, hanno iniziato a interessarsi dell’estestista, specializzata soprattutto nella cura delle unghie, hanno cominciato ad acquisire la documentazione necessaria; e dopo gli accertamenti bancari, hanno individuato decine di clienti che hanno fruito delle prestazioni della abusiva estetista: tutte prestazioni "in nero", senza il rilascio di alcuna ricevuta fiscale e, peraltro, senza il rispetto di adeguate norme di sicurezza e tutela delle persone. Durante il sopralluogo sono stati rinvenuti anche kit completi di materiale per effettuare attività di cura della persona, in particolare per quanto riguarda la cura e abbellimento delle unghie. «Quello dell’abusivismo nelle attività di cura della persone - dice il comandante provinciale della guardia di finanza, Cesare Antuofermo - in particolare estetisti e parrucchieri, è un settore che stiamo monitorando da tempo e che nel periodo della pandemia ha avuto un pericoloso sviluppo. Alcuni di questi abusivi sono arrivati a promozionare la loro attività sui social network e hanno effettuato una serie di violazioni fiscali, contributive e lavorative». «Con la pandemia - prosegue il comandante delle fiamme gialle - dobbiamo purtroppo stare attenti e quindi le indagini sono più lente: dobbiamo acquisire documenti, instaurare un contraddittorio. La donna lavorava non solo a casa, ma in tutta la provincia, con rischi enormi per le clienti e per se stessa di contrarre il virus. Comportamenti inaccettabili nel momento attuale. Oltre alla sicurezza legata al Covid c’è il problema dei prodotti, che non sono di prima qualità e certificati. Un centro estetico ha dei costi maggiori, ma il personale specializzato garantisce sanificazioni e tutti gli standard».

Il business delle unghie, che va da poche decine di euro per la base fino a cento per le unghie con il diamantino o con decorazioni e abbellimenti vari, tira molto in quest’ultimo periodo: «Il settore - evidenzia Antuofermo - non ha conosciuto crisi durante la pandemia, anzi le estetiste e le parrucchiere sono sempre più richieste».Il comandante Antuofermo pone anche l’accento su un altro fenomeno: «In questi ultimi due anni abbiamo beccato una decina tra estetiste, parrucchiere e operatrici nei servizi della persona in generale e alcune di esse oltre a lavorare in nero usufruivano del reddito di cittadinanza, dichiarando redditi pari a zero o appena al di sopra. Questi interventi proseguiranno senza sosta a tutela dei cittadini e dell’economia legale, nonché per fornire anche una concreta risposta di legalità agli imprenditori che lavorano in regola e alle associazioni di categoria con le quali c’è un costante fattivo rapporto di collaborazione».«Ringrazio la guardia di finanza - commenta Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto - per il lavoro che ha portato a