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Grosseto, un mega polo logistico nell’area ex Fluxinos per ospitare Amazon

Lavori nell’area ex Fluxinos, in via Genova, per realizzare il polo logistico che ospiterà il colosso dell’e-commerce, Amazon: i terreni sono stati acquistati recentemente dalla Techbau Spa di Castelletto Sopra Ticino (Fotoservizio Agenzia Bf)

I terreni sono passati alla Techbau Spa che sta realizzando i magazzini per la società di e-commerce. L’ex patron dell’area spiega l’operazione

GROSSETO. Quando la famiglia Mencarelli acquistò quei tre ettari di terreni agricoli in fondo a via Genova alla fine degli anni Settanta, tutto intorno era aperta campagna. Lì, Fluxinos Italia realizzò un capannone di 4mila metri quadrati, aprendo la strada agli insediamenti produttivi che oggi caratterizzano l’area. Dallo scorso novembre, però, quei tre ettari sono passati di mano, acquistati dalla Techbau Spa di Castelletto Sopra Ticino (Novara). Azienda di livello nazionale specializzata nella realizzazione di poli logistici in Italia e all’estero, che fra gli altri clienti ha proprio Amazon Italia per la quale ha recentemente realizzato i poli logistici di Vercelli e Castel Guglielmo.

Proprio ad Amazon è destinata la piattaforma logistica che su quei terreni la Techbau sta realizzando. Era già noto che il leader mondiale dell’e-commerce avesse intenzione di sbarcare a Grosseto. Il Tirreno lo aveva anticipato nei mesi scorsi, raccontando dei primi tentativi che il gigante aveva fatto per trovare una sede per i propri magazzini di smistamento dei pacchi. Prima contattando la famiglia Croci per la ex sede della Gardenia in via Giordania e poi sistematosi negli spazi del capannone che funge anche da deposito dei mezzi della Arzillibus, sempre in via Giordania. Tanto è vero che dal maggio 2021 i furgoni della società “Mega trasporti e logistica integrata” di Gricignano di Aversa (Caserta) svolgono per conto di Amazon le consegne in giro per la provincia, e presumibilmente oltre. «Alcuni anni fa – spiega Giorgio Mencarelli, titolare della Fluxinos Italia – decisi di mettere in vendita il terreno eccedente i 4mila metri quadrati della nostra vecchia sede aziendale. Dopo qualche anno, fui contattato dalla Techbau, azienda che costruisce e commercializza capannoni e costruzioni industriali, che si dichiarò potenzialmente interessata all’acquisto. La trattativa è stata lunga: ha visto una svolta nel momento in cui mi hanno chiesto di acquisire anche il nostro capannone, spiegandomi che Amazon Italia era interessata a realizzare sul terreno uno dei propri poli logistici operativi. A quel punto ho preso la decisione finale di vendere tutto e di trasferire la nostra sede. Contento che un’azienda delle dimensioni di Amazon sbarcasse a Grosseto, portando senza dubbio un beneficio a tutta la provincia in termini di ricchezza».


Sui 30mila metri quadrati in fondo a via Genova, dunque, sta nascendo quella che presumibilmente sarà una piattaforma logistica vera e propria, con magazzini informatizzati per la gestione dei colli e bocche di carico per camion e furgoni. «In Amazon abbiamo una lunga tradizione nel non commentare i nostri piani futuri», avevano risposto dalla sede italiana del gigante di Seattle quando il Tirreno aveva telefonato per avere qualche informazione su quel che stava succedendo in via Giordania.

Considerato che la Techbau ha rapporti consolidati con Amazon Italia, per la quale ha realizzato direttamente snodi logistici chiavi in mano, è presumibile che anche la piattaforma di Grosseto sarà gestita direttamente dalla società di e-commerce. E sempre ragionando in termini deduttivi, non sembrerebbe azzardato ipotizzare che l’interesse di Amazon per Grosseto possa derivare dal fatto che la città si trovi proprio al punto di congiunzione tra quello che sarà il corridoio tirrenico (ferrovia e gomma) e la superstrada E78 Strada dei Due Mari (Grosseto-Fano). Infrastrutture per il completamento delle quali recentemente sono state accelerate le procedure e sbloccate una parte consistente di risorse.

Detto in altri termini, Grosseto si troverebbe nelle condizioni ideali per diventare uno snodo logistico appetibile, a metà strada fra l’area metropolitana di Livorno-Pisa e quella di Roma-Civitavecchia, oltreché terminale tirrenico della strada di grande comunicazione che arriva alla costa adriatica, attraversando Toscana, Umbria e Marche. Con buona pace di chi pensa che le infrastrutture sono ininfluenti rispetto alle traiettorie di sviluppo di un territorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA