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Troniere delle Mura, proposte congelate: «Tutte e tre senza solidità finanziaria»

l’ingresso dell’ex ristorante Buca di San Lorenzo sotto al bastione Garibaldi

Grosseto, cade nel vuoto la manifestazione di interesse di marzo e anche il bandi di gara di affidamento al momento non si fa

GROSSETO. A dieci mesi di distanza dall’avviso per manifestazioni di interesse, è ancora fumoso il futuro delle troniere delle Mura di Grosseto, i suggestivi spazi interni dei bastioni, da tempo chiusi e in attesa di ospitare nuove attività.

Dall’ex acquario in via Porciatti all’ex ristorante Buca di San Lorenzo a Porta Nuova, dall’ex sede del club subacqueo in viale Manetti, fino alle viscere del bastione Molino a Vento, il “Cinghialino”, quali proposte sono arrivate? Che fine hanno fatto? E quando sarà pubblicato il bando di gara per l’assegnazione degli spazi che doveva seguire la manifestazione di interesse?


Al momento è tutto fermo perché, spiegano dal Comune, le proposte pervenute – appena tre – non sono state ritenute solide dal punto di vista economico finanziario. Insomma, l’amministrazione comunale voleva più garanzie sui conti e sulla capacità finanziaria dei soggetti che si erano fatti avanti, perché i locali da occupare hanno bisogno di onerose, pesanti ristrutturazioni. Dalle infiltrazioni d’acqua agli impianti, dall’abitabilità ai servizi igienici, le troniere devono passare da un completo restyling prima di poterle aprire al pubblico, per qualsiasi attività.

L’avviso esplorativo per capire se ci fossero soggetti pubblici e privati interessati ad avviare un’attività nelle troniere è stato pubblicato dal settore Entrate, patrimonio e servizi il 17 marzo 2021 ed è frutto di un obiettivo gestionale per riqualificare le Mura. C’era tempo fino al 20 aprile per inviare le proposte.

Le manifestazioni arrivate si contano sulle dita di una mano. C’è la cordata Arci Khorakhanè con le associazioni Futura, La Staffetta e Le Vie dell’orto per le troniere dell’ex acquario (bastione Rimembranza) e per l’ex ristorante Buca San Lorenzo (bastione Garibaldi). C’è la proposta dell’Archivio fotografico Fratelli Gori sempre per l’ex acquario, con il progetto di farne un museo della fotografia. E c’è la proposta del Club Alpino Italiano.

Il 20 maggio 2021 sono state valutate da una commissione presieduta dal segretario generale del Comune, Luca Canessa, e composta anche dai dirigenti Nazario Festeggiato e Arturo Bernardini.

«La commissione – spiega Festeggiato – ha valutato le tre manifestazioni di interesse. Tutti e tre i soggetti si sono espressi con idee creative e interessanti, ma prive di una solidità finanziaria. Nessuna aveva un piano economico e finanziario gestibile. È stato redatto un verbale poi presentato informalmente alla parte politica». La quale ne ha preso atto.

«Non c’è stato grande interesse – dice l’assessore alla Cultura e alle Mura Luca Agresti – Il costo della risistemazione e una serie di limitazioni che spazi come questi comportano hanno frenato le proposte».

Quanto al bando di gara, neanche a parlarne. Il Comune aveva specificato, a marzo, che la gara non sarebbe stata automatica e che, anzi, i materiali acquisiti avrebbero potuto «costituire elementi di orientamento per il successivo eventuale bando di concessione del bene». Insomma: tastare il terreno per capire se era ipotizzabile avere un gestore che si facesse carico delle spese. Nel tal caso, se fosse arrivata una sola proposta per ogni spazio, il Comune era anche disposto ad affidarla direttamente, per 12 anni. Così non è stato.

Ma se, come dice il Comune, tutte le proposte erano carenti sul piano economico finanziario, e se il primo obiettivo del Comune era capire quali erano le esigenze dei soggetti disposti a prendere in gestione le troniere, ora che tutte le proposte condividono la mancata, immediata disponibilità finanziaria per i lavori, il Comune ha in mente di aprire i cantieri di tasca propria e poi di rimettere le troniere sul banco?

Al momento no: non esistono obiettivi gestionali di questo tipo, spiegano dagli uffici comunali. E non è dato sapere che futuro attende le troniere. Anche se il punto di partenza, almeno, c’è: «Dobbiamo trovare il modo di rendere questi spazi più attrattivi», spiega l’assessore Agresti.

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