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Arresti domiciliari e braccialetto per un commercialista grossetano stalker: l'ultimo messaggio alla sua vittima

Nonostante il divieto, ha avvicinato di nuovo una quarantenne prendendola per un braccio

GROSSETO. A suo carico aveva già da diversi mesi un divieto di avvicinamento alla donna di cui si era invaghito, senza essere corrisposto, una quarantenne che aveva conosciuto tempo addietro per motivi di lavoro. Ma l’ha violato, presentandosi davanti a lei all’esterno di un negozio in città. E nel giorno di Natale le aveva scritto un sms dai toni che il giudice ha ritenuto allarmanti. Così il Tribunale ha deciso l’aggravamento della misura, mettendolo ai domiciliari, con il braccialetto elettronico.

Sotto inchiesta, con l’ipotesi di stalking, c’è un commercialista grossetano sessantenne, sposato, con figli, denunciato da una professionista abitante a Scansano. Una relazione che la donna non aveva mai voluto intraprendere: anzi, si era rivolta alle forze dell’ordine una volta che le attenzioni non richieste si erano fatte più pressanti, insostenibili, moleste, quando lui aveva anche annunciato che si sarebbe presentato da lei, a Scansano, appunto, pur di poter essere ascoltato. Un fascicolo aperto nell’aprile dell’anno scorso, quando la donna aveva denunciato ai carabinieri di essere oggetto delle attenzioni non gradite. Il 22 aprile l’uomo era stato diffidato dalla magistratura dal tenere comportamenti di questo genere. E la diffida era apparsa uno strumento efficace, dal momento che per mesi nulla era accaduto.


Ma alla fine del 2021 sono avvenuti due episodi particolari. Nel giorno di Natale, la donna ha ricevuto un sms con questo testo: «L’amore non ha paura di scendere… Ogni uomo si senta raggiunto lì dove mai avrebbe sperato di essere abbracciato». Non solo. Il 29 dicembre la donna si è improvvisamente imbattuta nell’uomo, che la stava attendendo davanti a un negozio. «Mi ha preso per un braccio e ha detto più volte il mio nome», ha raccontato la donna.

Lei si è spaventata ed è andata dai carabinieri, a cui ha mostrato l’sms, entrato a far parte del fascicolo. L’episodio di fronte all’esercizio commerciale è stato poi confermato dalla commessa che aveva assistito a una parte dei fatti: «La signora è rientrata in negozio molto agitata e ha spiegato che lì fuori c’era un uomo che l’aveva aggredita prendendola per un braccio». La donna aveva detto alla commessa che conosceva l’uomo, un commercialista, e aveva aggiunto che l’uomo, piangendo, le aveva detto che lei lo voleva mandare in galera e che se l’aveva presa per un braccio era perché voleva parlarle. La commessa aveva confermato che la donna era scossa e aveva molta paura che il professionista potesse seguirla e anche aggredirla di nuovo.

Chiari gli intenti persecutori di questi ultimi episodi, secondo il giudice Adolfo Di Zenzo, che ha valutato, accogliendola, la richiesta di aggravamento proposta dalla Procura che aveva ricevuto l’aggiornamento della situazione da parte dei carabinieri. Soprattutto, argomenta il giudice, perché è evidente che l’uomo non ha avuto e non avrà intenzione di rimanere a distanza dalla donna. E non ci sono altre soluzioni se non quella di disporre gli arresti domiciliari, per evitare che possano accadere episodi dello stesso tenore. Il provvedimento è stato firmato nella giornata di martedì e in serata, poco dopo le 18, il professionista è stato convocato in caserma per la notifica dei domiciliari, che hanno avuto attuazione immediata. Il controllo sarà attuato attraverso il braccialetto elettronico. L’uomo non potrà comunicare con nessuno se non con i propri familiari e i propri difensori (gli avvocati Riccardo Lottini e Simone Falconi). E dovrà presentarsi fra un mese per l’udienza in Tribunale, nella quale se vorrà potrà spiegare cosa gli sia passato per la mente.

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