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«Preso a pugni davanti a mio figlio»: rissa tra genitori alla partita dei ragazzini a Grosseto. La testimonianza

Il centro sportivo di via Australia: qui è andato in scena il derby finito a botte

Parla un genitore coinvolto nel parapiglia scoppiato alla fine del derby tra Nuova Grosseto-Follonica Gavorrano 

GROSSETO. In campo i ragazzini che giocano. Fuori i genitori che si picchiano. Ambulanza, forze dell’ordine, spintoni e urla. E ora anche una testimonianza. Parla uno dei genitori coinvolti nel parapiglia alla fine della gara tra Nuova Grosseto Barbanella e Follonica Gavorrano. Categoria Giovanissimi. Il delirio è andato in scena al campo sportivo di via Australia, nel pomeriggio di sabato 4 dicembre. «Ho sporto querela per le botte che ho preso facendo i nomi di chi mi ha picchiato».

Il racconto della vergogna inizia così. Doveva essere un pomeriggio di sport. E invece la situazione è precipitata in una rissa da osteria. «Non mi ero mai trovato in una situazione del genere. È stato uno dei giorni più brutti della mia vita», aggiunge il padre del ragazzo della Nuova Grosseto, ripercorrendo il burrascoso dopo gara. «Quale insegnamento possiamo dare ai nostri figli, dopo quello che è successo? – si chiede –. È stato un gesto ignobile, che va punito. Per il giocatore, per il genitore e per chi è stato protagonista di questa brutta vicenda, che non ha niente a che vedere con lo sport».


Una scintilla. Una sciocchezza. Ed è scoppiata la violenza senza senso. «Tutto è nato – racconta il genitore – dal gesto di uno dei giocatori del Follonica Gavorrano, che al termine del match è venuto davanti alla nostra tribuna facendo segni inequivocabilmente poco edificanti, aggiungendo parole irripetibili, tanto che insieme agli altri genitori siamo rimasti allibiti. Ma il peggio – continua il babbo del calciatore della Nuova Grosseto – è arrivato all’uscita dallo spogliatoio. Ho visto il ragazzo, autore del brutto gesto e gli ho detto “Potresti chiedere almeno scusa”. Non ho finito di dire queste parole che sono stato assalito dal ragazzino con frasi ingiuriose. Il babbo del giovane mi è venuto vicino, ma è stato trattenuto a stento dai presenti. Appena è riuscito a divincolarsi si è scagliato contro di me e siamo caduti a terra. Da quel momento ho preso tante botte fino a restare senza sensi. Ho ripreso conoscenza solo dopo qualche minuto. È arrivata l’ambulanza e mi ha portato al pronto soccorso. Sono stato sottoposto a una “Tac” e sono stato dimesso con una prognosi di cinque giorni per le lesioni ricevute. Ora ho dolori ovunque».

Infine, il genitore che sostiene di essere stato picchiato racconta: «Sono intervenute le volanti della polizia. Voglio denunciare non perché voglio guadagnare qualcosa, ma perché le persone come il genitore che mi ha picchiato non devono entrare nei campo sportivi. Ci sono almeno quindici presenti che possono testimoniare il fatto. Ho ricevuto la solidarietà di una signora sostenitrice del Follonica Gavorrano, che piangendo si è detta dispiaciuta e mortificata per quanto accaduto. Fortunatamente esistono anche le persone perbene. E sono la maggioranza».

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