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Orbetello, rischia di morire in pizzeria: due infermieri a cena gli salvano la vita. Il racconto della moglie

Il ristorante La Bersagliera di Orbetello dove è avvenuto l’episodio

Hanno praticato le manovre di rianimazione a un 64enne: il racconto di quei momenti davvero concitati

ORBETELLO. Essere al posto giusto, al momento giusto. Vincenzo Salvini e Giuseppe “Pino” Pignatelli, nella sera di sabato 4 dicembre, erano proprio dove il destino ha voluto che fossero e all’ora giusta: al ristorante La Bersagliera di Orbetello, di Fabrizio Fantaccini, pronti a salvare la vita a Walter Giardi, 64 anni. Per Walter e la moglie Laura Innocenti, doveva essere un sabato come gli altri, da passare in pizzeria. Per poco, però, quel sabato non si è trasformato in una tragedia. A evitare il più triste degli epiloghi sono stati proprio Vincenzo e Giuseppe, due infermieri in pensione, anche loro nel locale con le rispettive consorti.

«Mio marito si è sentito male – racconta la moglie – sembrava morto. Per fortuna c’erano due angeli custodi». Vincenzo e Giuseppe sono consapevoli di aver salvato la vita a un uomo ma per loro è stato un comportamento naturale. Anche se in pensione, infatti, non hanno mai smesso di essere infermieri, di dare loro stessi per salvare le vite degli altri. «Io non so davvero come ringraziarli – aggiunge Innocenti – se non fosse stato per loro non so cosa sarebbe successo. Hanno agito in perfetta sincronia e hanno riportato mio marito in vita. Non hanno pensato nemmeno al pericolo del Covid anche se mio marito ha tre dosi di vaccino».

Il racconto di quello che è successo lo fa proprio uno dei due “angeli custodi”, Giuseppe Pignatelli. «Eravamo a cena in pizzeria – racconta – siamo andati più tardi perché prima non c’erano tavoli liberi. In realtà quindi è stato quasi il destino a farci essere lì in quel momento. Abbiamo visto che c’era del movimento a un tavolo del ristorante. Abbiamo visto un uomo, pallido, che si era appoggiato alla finestra del ristorante, seduto. Siamo subito intervenuti. Lo abbiamo fatto sdraiare e abbiamo sentito che il polso non c’era. Abbiamo iniziato con massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca per cercare di rianimarlo». Sono stati momenti concitati. I due che cercavano di tenerlo in vita con le pratiche che facevano parte del loro lavoro. Gli altri che intanto chiamavano i soccorsi. «Piano piano ci siamo resi conto che il polso tornava a battere – continua Pignatelli – e abbiamo visto che l’uomo riprendeva colore e a stare meglio. Quando è arrivata l’ambulanza era vigile. Sinceramente poi non ricordo altri dettagli perché tutto si è svolto in momenti drammatici e concitati».

Walter è stato trasportato al pronto soccorso del Misericordia di Grosseto. Domenica 5 dicembre stava meglio, anche se per lui i medici hanno previsto una serie di accertamenti. «Sono stati tutti veramente eccezionali – dice la moglie – anche al pronto soccorso e in reparto. Disponibili e gentilissimi. Ho trovato un’umanità che non credevo esistesse più».

«Vincenzo Salvini e Giuseppe Pignelli – dice Fabrizio, titolare del ristorante – erano lì al momento giusto. Meno male che prima non c’erano tavoli altrimenti a quell’ora non sarebbero stati nel locale. Noi abbiamo anche un defibrillatore. Eravamo pronti a usarlo ma i due ex infermieri avevano già fatto tutto. Ringrazio tutti i presenti che hanno mantenuto la calma e non si sono fatti prendere dal panico. Siamo contenti che Walter stia meglio».

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