Serra idroponica nel borgo delle Biancane A giugno 2020 l’annuncio, ma siamo a zero

Sfera Agricola parlò di un ampliamento da 55 posti di lavoro, il sindaco Termine: «Da allora, non ho più sentito nessuno» 

Massimiliano Frascino

monterotondo marittimo. Resta in naftalina uno dei progetti che avrebbe potuto garantire un ottimo sviluppo – oltreché un incremento di posti di lavoro – al paese delle Biancane, ma anche al suo “circondario”.


Esattamente un anno e mezzo fa, il 30 giugno 2020, all’uscita dal primo lockdown seguito all’esplosione della pandemia da coronavirus, la società Sfera Agricola – che nelle campagne gavorranesi della Castellaccia ha realizzato la serra high tech più grande d’Italia – annunciava l’intenzione di espandere le proprie attività di coltivazione di ortaggi con la realizzazione di una nuova serra idroponica a Monterotondo Marittimo.

Lo dichiarava al Tirreno l’amministratore delegato, Luigi Galimberti, che raccontava di avere preso contatti con il sindaco del paese delle Biancane, Giacomo Termine, perché potenzialmente interessato a terreni previsti dal piano di insediamenti produttivi del Comune geotermico nell’area di Carboli, a due passi dal paese.

Nell’occasione Galimberti faceva il punto, spiegando che l’azienda puntava a chiudere il 2020 con una produzione di quattro milioni di chili di pomodori datterinini, 700mila chili tra insalatine e basilico, per un fatturato di 15 milioni di euro. «Sfera nasce per dimostrare – osservava Galimberti – che di pomodori si può vivere e non morire. Ma anche per dare prova che si può produrre di più con molto meno», riferendosi al fatto che per ricavare un chilo di pomodori in campo aperto si consumano 75 litri di acqua contro i due litri – recuperati per il 95 per cento dalla pioggia e non attinti dalla falda – impiegati per produrre il medesimo quantitativo nella serra idroponica di Sfera. «Oggi sappiamo che Sfera è un modello di agricoltura resiliente» – dettagliava – aggiungendo che era intenzionato ad «acquistare altri terreni e fare accordi di partnership per rispondere alla continua domanda di qualità, quantità e servizio che ci arriva dai nostri clienti toscani della grande distribuzione organizzata».

A diciotto mesi da quelle dichiarazioni, però, non sono seguiti ancora i fatti. Peccato, perché in quell’occasione Galimberti dichiarò che se fosse riuscito «a mettere insieme tre/quattro ettari», il progetto di espansione avrebbe potuto offrire «55 posti di lavoro».

Lo stesso Termine conferma di aver avuto all’epoca contatti con Galimberti, ma «Dopo quell’interlocuzione nella quale mi fu manifestato l’interesse a investire nel nostro comune – spiega il sindaco – non ho più avuto notizie concrete e ufficiali. Nessun tipo di richiesta formale di aprire almeno una trattativa per i terreni di cui avevamo parlato verbalmente. Io, da parte mia, in veste di sindaco, avevo naturalmente dato la massima disponibilità a entrare nel merito».

Monterotondo Marittimo che deve pensare a questo punto? Per altro Sfera Agricola diceva di essere interessata non solo a terreni entro i confini del comune di Monterotondo Marittimo «ma a tutte le Colline Metallifere».

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