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Cannavacciuolo guarda in Maremma e punta la Rocca di Monteregio: hotel e ristorante di lusso

La Rocca di Monteregio, a Massa Marittima

La società Am Turistic è pronta ad acquistare e restaurare la bellezza antica: e prende corpo l'ipotesi di un ristorante stellato

MASSA MARITTIMA. Il Pci massetano vuole sapere dall’Asl Toscana Sud est se il castello di Monteregio debba per forza essere venduto per fare cassa. A chiederlo con formula retoricamente provocatoria è il segretario delle Colline Metallifere, Daniele Gasperi: «Il castello di Monteregio, grazie a una legge, fu passato gratuitamente dalla proprietà del Comune a quella dell’Asl senza alcun esborso. E da questa messo a bilancio per chiudere, in modo creativo, i vari esercizi finanziari». Possibile, si chiedono i comunisti, serva «solo a chiudere i bilanci della Asl il cospicuo patrimonio in stato di abbandono che si trova nella nostra città?» . Dopodiché il Pci propone «un bando per la concessione pluridecennale dell’immobile con l’impegno al recupero edilizio con una «locazione annuale che consenta di ammortizzare gli investimenti di chi interessato, rendendoli sostenibili, e per rendere produttiva e soprattutto viva la struttura prima che collassi».

Fatto sta che il castello di Monteregio è in vendita oramai da molti anni. Ma la novità è che ora ha anche un “promettente acquirente”. Si tratta della Am Management, che attraverso la società specializzata Am Turistic – dalla scorsa primavera insediatasi a Massa Marittima – ha manifestato il proprio interesse ad acquisire l’imponente rocca realizzata alla fine dell’undicesimo secolo dalla nobile famiglia degli Aldobrandeschi. Per farne un hotel a cinque stelle superior nell’ambito di un ambizioso progetto rivolto al turismo di fascia alta. «Stiamo investendo “pesantemente” sul territorio – spiega il titolare Antonio Martini – e a oggi abbiamo già speso circa due milioni di euro. Per il castello di Monteregio abbiamo già parlato con l’Asl Toscana sud est, e ragionato sia con il Comune che con la Regione Toscana interloquendo con l’assessore Leonardo Marras e con il dirigente Albino Caporale. Abbiamo anche già svolto un sopralluogo per capire l’entità dell’investimento che richiederebbe l’operazione di valorizzazione dell’immobile, che è in condizioni fatiscenti. Per l’acquisto ci vogliono circa tre milioni e mezzo di euro, e almeno altri 13 per ristrutturarlo. Lo strumento che vorremmo utilizzare e quello dell’accordo di sviluppo con il ministero dello sviluppo economico, gestito dalla società InvItalia attraverso risorse derivanti dai fondi strutturali europei e da quelli del Pnrr. Appena chiuderemo la partita dell’acquisizione dell’ex seminario vescovile di Roccatederighi, ci dedicheremo al progetto Monteregio».


A confermare l’interesse della Am Turistic è, il sindaco Marcello Giuntini. «Il Comune – spiega – è aperto a valutare progetti seri di investimento per la riqualificazione e il riutilizzo di un bene significativo per la città che, dalla dismissione dell’ospedale una volta ospitato in quei locali, è andato progressivamente deperendo. In questa fase stiamo costruendo il nuovo Piano operativo che darà attuazione agli indirizzi del Piano strutturale. All’interno di questo procedimento siamo pronti a valutare le proposte avanzate da chi volesse recuperare l’edificio storico». Nei piani di Am Turistic, oltre alla parte alberghiera, il castello dovrebbe ospitare anche un centro congressi e un ristorante stellato per il quale ci sono contatti con lo chef Antonino Cannavacciuolo.

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