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Orbetello, ristoratore 66enne ucciso dal Covid. I fratelli: «Non era vaccinato, ma non era un no vax»

Giampiero Santinami, morto a 66 anni

La famiglia non vuole alcuna strumentalizzazione sulla mancata vaccinazione. Santinami, proprio per il lavoro che faceva, si sottoponeva a diversi tamponi alla settimana

ORBETELLO. La ristorazione, il buon cibo, il vino, il mare e il calcio. Sono alcune delle passioni di Giampiero Santinami ucciso dal Covid a 66 anni. Santinami era originario di Orbetello ma da anni abitava a Ferrara. Aveva lasciato la cittadina lagunare negli anni Settanta. Attualmente, insieme al figlio, era proprietario di un ristorante proprio a Ferrara, “Antica Maremma”. Le sue origini non lo avevano mai abbandonato e le aveva portate anche al nord.

«Da Orbetello – racconta il fratello Alessandro – era andato via molto giovane per intraprendere la sua carriera nella finanza di mare. Poi una volta finita la carriera in finanza si era dato al settore della ristorazione con locali a Ferrara e all’Isola d’Elba. A Orbetello era conosciuto perché da giovane aveva giocato a calcio nella squadra dell’Orbetello calcio».


Un passato da atleta che non aveva mai dimenticato. Giampiero Santinami era un uomo sano. Non aveva patologie pregresse. Il suo passato da atleta faceva sì che lui fosse un uomo attento alla sua salute. Nel suo cammino, però, ha incontrato il Covid che non gli ha lasciato scampo. Si era ammalato agli inizi di novembre. Aveva scoperto la sua positività. E con il virus è insorta una polmonite che non gli ha permesso di sopravvivere.

«Non era vaccinato – spiegano i fratelli Alessandro e Augusto – ma non perché fosse contrario al vaccino, era solo indeciso. Noi siamo tutti vaccinati – precisa Alessandro che ha già prenotato la terza dose per dicembre – mio fratello voleva solo aspettare la fine delle sperimentazioni. Non era no vax e non ha mai detto a qualcuno di non vaccinarsi, questo teniamo a precisarlo con forza».

La famiglia non vuole nessuna strumentalizzazione sulla mancata vaccinazione. Santinami, proprio per il lavoro che faceva, si sottoponeva a diversi tamponi alla settimana. Era un uomo molto attento e scrupoloso alla sua salute e a quella degli altri. Parenti e amici hanno sperato che lui riuscisse a superare la fase critica ma purtroppo il virus ha preso il sopravvento e non ha permesso a Giampiero di sopravvivere al contagio.

Il 66enne era anche un sommelier, un uomo di compagnia, affabile e simpatico. Un uomo che sapeva far sentire i clienti del suo locale come a casa, in famiglia. Il fratello Alessandro invita tutti coloro che lo conoscono a non sottovalutare il Covid. «È un virus tremendo – scrive sulla sua pagina Facebook – vi prego di non sottovalutarlo».

Sotto tanti commenti di persone che si ritengono fortunate per aver preso il virus prima dei vaccini e di essere riusciti a superarlo. La morte di Giampiero ha colpito anche la Maremma, sua terra d’origine dove Giampiero ha lasciato molti amici della sua gioventù. Tanti i messaggi di cordoglio che sono arrivati anche sui social dove proprio Alessandro ha annunciato la morte dell’amato fratello.

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