«Viale Uranio è diventato la circonvallazione sud»

Dopo il via libera al cantiere per la chiusura dei varchi che consentono di invertire il senso di marcia lungo viale Uranio, alcuni residenti di Verde Maremma hanno inviato una lettera a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. La pubblichiamo di seguito.

Nonostante il Consiglio di Stato avesse suggerito la ricerca di soluzioni suppletive per eliminare il traffico pesante da viale Uranio, l’Amministrazione comunale ha deciso di mettere in opera un progetto che – addolcito «dall’eliminazione dei fattori di rischio sull’asse stradale di via Uranio tra via Alabastro e via Mercurio» come recita la delibera – chiude i varchi. Come se, chiusi i varchi, si determinasse la sicurezza e la vivibilità nel quartiere. Se lo scopo fosse stato realmente quello di “ripristinare” la sicurezza in viale Uranio, l’Amministrazione, oltre a portare avanti la questione della famosa bretella che a oggi risulterebbe non realizzabile nel breve periodo, avrebbe dovuto individuare percorsi alternativi a eliminare il vero pericolo che incombe su questa via urbana di quartiere: la percorrenza giornaliera di oltre 800 veicoli pesanti, alcuni di oltre 40 tonnellate.


Ecco quindi che al momento, con la chiusura dei varchi, si realizza la circonvallazione sud di Grosseto, nel centro urbano della città; la strada a due corsie esiste, basta chiuderne i varchi e oplà: ecco la strada che vagamente ricorda quella via Aurelia, con tutto il suo traffico di mezzi pesanti che attraversavano il centro di Grosseto, prima che venisse realizzata la Circonvallazione nord. Tutto questo per garantire zero incidenti e maggior sicurezza per chi si muove con mezzi motorizzati, specialmente quei bisonti di oltre 40 tonnellate che, giornalmente, sferragliano sui tombini sotto il piano stradale.

Partiamo dal presupposto che viale Uranio fa parte di una zona della città interessante sia le sue caratteristiche urbane, per come venne progettata, e ricercata da quei cittadini che cercavano una atmosfera vivibile lontana dal congestionamento urbano. Una zona ricca di verde, allora ben curato, da cui il nome “Verde Maremma” quando si parlava meno di “green” ma si viveva di più nel verde, ben urbanizzata, con un complesso scolastico, la Fondazione Il Sole, un asilo, una piazza, un mercato rionale; e ancora, tante attività commerciali.

Sarebbe quindi opportuno che l’Amministrazione si impegnasse a procedere a uno studio per rendere questa realtà di nuovo vivibile. Non è creando barriere che si rende sicura e tranquilla la vita di coloro che vivono, percorrono e commerciano in questa strada. Oltre a eliminare il traffico pesante, sarebbe opportuno predisporre passaggi pedonali rialzati per ridurre la velocità dei veicoli in transito, così come sono stati installati in via Roma, via Estonia, via Cimabue; ma soprattutto prevedere altre due rotonde, all’incrocio con via Platino e all’incrocio con via Rovetta, necessarie a interrompere i lunghi rettifili che vengono a formarsi tra le attuali rotonde di via Castiglionese, via Cavalcanti e via Aurelia nord. Invece, secondo il lavori che stanno prendendo corpo, il traffico si riverserà su via Giusti e via Cavalcanti, aumenterà in via Uranio e congestionerà le attuali rotonde.

Un esempio: quegli automobilisti che da via Rovetta devono raggiungere via Mercurio dovranno percorrere viale Uranio fino alla rotonda di via Aurelia nord per poi tornare indietro nell’altra corsia di viale Uranio; così come coloro che da viale Mercurio, attraverso viale Uranio, si dovranno immettere in via Rovetta, dovranno arrivare fino alla rotonda di via Castiglionese per poi tornare indietro sull’altra corsia. Questo è solo un esempio del disagio con cui dovranno fare i conti quotidianamente i cittadini in mobilità.

A questo punto non resta che esprimere tutto il nostro dissenso alla realizzazione di questa opera, palliativa, senza peraltro che, a suo tempo, durante cioè la fase di progettazione, aver ascoltato la voce e suggerimenti dei cittadini che avrebbero potuto essere utili al miglioramento del progetto, anche perché i tecnici, senza peraltro disconoscere il loro grado di preparazione, non hanno la visione della realtà come i cittadini che la vivono giornalmente.

Rivolgiamo un accorato appello ai consiglieri del Comune, sia di maggioranza che di opposizione affinché questo nostro messaggio non rimanga inascoltato, anzi sia di stimolo per cercare di venire incontro al disagio di quei cittadini che quotidianamente vivono, lavorano. commerciano e si trovano a percorrere la viale Uranio.

Stefano Laurenti,

Arturo Bettiol,

Maria Rosaria Venturini, Gian Piero Guerrini de Witt,

Mauro Guerrini