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Dopo un anno a Grosseto stesso numero di positivi, ma metà ricoveri. «Col vaccino vita normale»

Giorgio Briganti

Giorgio Briganti, direttore della Prevenzione, analizza i dati della pandemia. Intanto all’open day 12-19 anni si presentano in 80

GROSSETO. Il doppio dei ricoverati in terapia intensiva, il doppio in malattie infettive e 3-4 morti al giorno. È impietosa la fotografia che, un anno fa, in questi giorni veniva scattata della pandemia in provincia di Grosseto. Il 27 novembre 2020 all’ospedale Misericordia c’erano 15 pazienti in Intensiva, 57 in malattie infettive Covid e quattro persone morivano a causa del virus. Nei giorni precedenti i numeri erano stati più o meno gli stessi.

A un anno di distanza, i ricoveri in Intensiva ieri erano otto, in malattie infettive 31 e non ci sono stati decessi.


Positivi: stessi numeri

Restano nella media di un anno fa, invece, i contagi: 37 il 27 novembre 2020, 48 ieri, con una media giornaliera nei tre giorni dal 25 al 27 novembre che nel 2020 era di 41,6 e che quest’anno è di 45,6. Con la differenza che un anno fa eravamo in zona rossa e quest’anno, invece, la vita sociale è ripresa molto simile all’epoca pre-Covid, a parte mascherine, disinfettanti, Green pass e vaccini.

Il Tirreno torna a confrontare la situazione attuale della pandemia con quella di un anno fa. Lo ha fatto anche il 19 novembre per capire se le strategie messe in campo dal governo, e applicate con senso civico dalla maggioranza dei cittadini, stiano dando i loro frutti.

Un anno fa, zona rossa

Ma lo fa anche per rinfrescare la memoria a chi forse si è scordato cosa significa vivere “in clausura” per evitare la diffusione del virus. E per decifrare alcuni segnali, come l’aumento dei casi e la scoperta della nuova pericolosa variante sudafricana Omicron.

La svolta vaccini

Lo fa con l’aiuto di Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl sud est. «I numeri si leggono. Il fatto che l’anno scorso ci fosse il doppio di ricoveri rispetto a quest’anno è normale, perché c’è stato questo evento che ha cambiato in modo radicale: la vaccinazione», dice Briganti.

«Questo dato – prosegue – va inoltre letto alla luce di un elemento importante: l’anno eravamo in zona rossa, la vita sociale era azzerata e con limitatissima possibilità di contatto e quindi di circolazione virale. Oggi i numeri sembrano importanti. Ma oggi facciamo una vita normale: si va al lavoro, si va in autobus, si prende il treno, si va al ristorante, si va in palestra, si va a scuola».

577 nuove prime dosi

Secondo l’ultimo report sulle vaccinazioni anti-Covid nel Grossetano, nell’ultima settimana – da venerdì 19 a venerdì 26 novembre – hanno fatto il vaccino per la prima volta 577 persone (in tutto, 180.435 prime dosi somministrate). Al netto di chi non può ricevere il vaccino, ci sono ancora circa 20mila persone non vaccinate su circa 200mila idonee a ricevere il siero (dai 12 anni in su). «Ci sono fasce d’età più recalcitranti – dice Briganti – come dai 30 ai 40 anni. E dobbiamo lavorare su questa fascia per le prime dosi».

Adolescenti più esposti

Ma c’è anche un’altra parte della popolazione dove il virus si fa rapidamente largo. «Sono le persone in età scolare – dice ancora Briganti – dove c’è un alto numero di casi. Questo è dovuto a due motivi: i minori di 12 anni che non sono vaccinati, e la fascia da 12 a 19 anni, dove i numeri dei vaccinati non sono altissimi. Poi, essere in età scolare significa avere contatti interpersonali molto stretti. La mascherina, onestamente, non credo la portino in maniera corretta per tutte le ore di scuola. Io li capisco; anche mio figlio vive questa pandemia in età adolescenziale e so che ai ragazzi è stato tolto molto. Nell’Asl sud est, tolta la provincia di Grosseto, molti contagi tra gli adolescenti ci sono stati alle feste di istituto. I giovani, quindi, sono più soggetti a contagiarsi anche se sono per lo più asintomatici o paucisintomatici. E ora coi tamponi a tappeto andiamo subito a individuare nuovi casi».

In 80 all’open day

L’Asl si dice anche soddisfatta dei risultati del primo open day per 12-19enni che si è svolto ieri. Flavio Civitelli, direttore del dipartimento Materno Infantile, lo definisce «un risultato oltre le previsioni» e loda la «grande energia dei ragazzi per uscire da questo tunnel e tornare alle loro passioni». Nel Grossetano, dove già 12.415 giovani su 14.802 totali si sono vaccinati (1ª dose),hanno aderito in 80; nel Senese 80 e nell’Aretino 90.

Hai dubbi? C’è il medico

Briganti invita chi ancora non si è vaccinato perché titubante ad andare dal medico di base per sciogliere i dubbi.

Paura variante

Infine, la nuova variante. «Al momento non ci sono segnalazioni nel territorio dell’Asl sud est – dice Briganti –. È chiaro che le notizie non sono tranquillizzanti: dobbiamo aspettare e capire la diffusione».

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