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Morto a caccia nelle campagne di Cinigiano, sette indagati. Ecco chi sono 

L'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Marco Tommasi è stato raggiunto da una scheggia alla nuca

CINIGIANO. Sette indagati per l’ipotesi di omicidio colposo, per la morte di Marco Tommasi, l’operatore finanziario grossetano di 61 anni, raggiunto da una scheggia alla nuca nel corso di una battuta al cinghiale, martedì, nelle campagne di Cinigiano. Un atto necessario – la consegna dell’informazione di garanzia – per consentire loro di difendersi nel modo migliore, alla vigilia dell’autopsia: d’intesa con i loro avvocati, potranno nominare propri consulenti in grado di affiancare la dottoressa Valentina Bugelli, medico legale dell’Asl Toscana sud est di Grosseto. Domani a mezzogiorno la specialista prenderà l’incarico dal pm Salvatore Ferraro.

Ad essere interessati a questa fase delle indagini seguite dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura sono in sostanza i cacciatori individuati come più vicini a Tommasi. Sono tutti nativi del Monte Amiata, alcuni abitano proprio a Cinigiano: Massimiliano Rusci, 52 anni, Iacopo Franci, 32 anni, Alessandro Magini, 33 anni, Gabriele Ferretti, 34 anni, Franco Dari, 69 anni, Paolo Sassetti, 43 anni, Ermanno Giorgini, 83 anni. In queste ore stanno decidendo insieme ai loro difensori se nominare un consulente. Anche i familiari di Tommasi, se vorranno, potranno partecipare a questa fase: la moglie Catia, i figli Giulio, con il quale lavorava all’agenzia Compass, e Giacomo, il fratello Alessandro. Dopo il nulla osta sarà possibile fissare la data del funerale.


L’esame autoptico potrà dare chiarimenti sul foro di entrata e su quello di uscita, potrebbe chiarire la direzione di sparo, in relazione alle poste e alle posizioni di ciascuno, nonché in relazione al ritrovamento del corpo; potrà anche determinare la natura della scheggia. Anche l’orario del decesso sarà oggetto di domande, perché nessuno avrebbe assistito direttamente allo svolgersi dell’incidente. Un esame che dovrà comunque essere affiancato da quello balistico, che sarà verosimilmente affidato ai carabinieri del Ris di Roma: i militari dovranno prendere in esame i 25 fucili sequestrati, e messi in custodia nella caserma di Cinigiano, ed effettuare le prove di sparo per comprendere, se possibile, da quale arma sia partito il colpo, che direttamente o anche indirettamente potrebbe aver causato il decesso. I carabinieri hanno messo sotto sequestro anche le munizioni dei partecipanti alla battuta, anche queste faranno necessariamente parte degli accertamenti. Se sarà possibile, dovrà essere individuata la distanza dalla quale è arrivata la scheggia. Il tutto andrà poi messo in relazione alle dichiarazioni di ciascuno dei partecipanti alla battuta di contenimento che quella mattina era in corso.

Un’indagine tanto complessa quanto delicata che si svolge parallelamente al dolore della famiglia e degli amici di Marco.© RIPRODUZIONE RISERVATA