Il follonichese che sfidò Maradona. La partita, l'emozione e la lotta sul campo: «E quando gli chiesi la maglia...»

Un momento di Spezia-Napoli giocata all'Ardenza di Livorno: il follonichese Telesio contrasta un giocatore azzurro

Andrea Telesio, attaccante di razza soprannominato “Telegol”, con la maglia dello Spezia la sera del 21 agosto 1988 sfidò il Pibe de Oro e il suo Napoli Campione d’Italia

FOLLONICA. Un anno fa la sua scomparsa. Il 25 novembre del 2020 se ne andava Diego Armando Maradona, forse il più grande giocatore della storia del Calcio. Con lui hanno giocato campioni formidabili: da Zico a Platini, da Rummenigge a Van Basten da Franco Baresi a Roberto Baggio. Ma c’è stato anche chi, pur non avendo calcato il palcoscenico della Serie A, ha avuto il merito e la fortuna di affrontarlo in una storica partita di Coppa Italia.

Lui è il follonichese Andrea Telesio, attaccante di razza soprannominato “Telegol”, che con la maglia dello Spezia, squadra che allora militava in C1, la sera del 21 agosto 1988 sfidò il Pibe de Oro e il suo Napoli Campione d’Italia. «Fu una giornata incredibile – racconta Telesio – tutta la città era in fibrillazione, affrontare quel Napoli che oltre a Maradona schierava campioni del calibro di Careca, Carnevale, Alemao e Ferrara era qualcosa che nessuno di noi poteva immaginare».

La partita non si disputò al “Picco” di La Spezia, troppo piccolo per l’occasione, ma all’Ardenza di Livorno, stadio che solo due anni dopo sarebbe stato intitolato ad un altro grandissimo come Armando Picchi. A rendere ancora più speciale la serata il fatto che Maradona e Telesio erano i capitani delle rispettive squadre.

Telesio e Maradona al centro del campo prima di Spezia-Napoli

«L’ingresso in campo fianco a fianco con Diego fu un’emozione unica», sottolinea Telesio. «Ricordo quei lunghi interminabili metri per arrivare al centro del campo: ero teso, emozionato e poi la stretta di mano, lo scambio dei gagliardetti, l’uno davanti all’altro, un sorriso appena accennato e quelle poche parole prima del fischio d’inizio… “ciao, in bocca al lupo”. Ricordi indelebili che oggi custodisco fra le cose più care».

La partita finì come da pronostico con la vittoria del Napoli per 3 a 1 ma i partenopei faticarono più del previsto: fu una doppietta di Carnevale nei minuti finali a spianare la strada al successo degli azzurri di Ottavio Bianchi, dopo che al gol di Francini aveva risposto lo Spezia con Ceccaroni su rigore. Gli Aquilotti con in campo anche Luciano Spalletti fecero un'ottima figura giocando una buonissima partita. «Maradona non riuscì a segnare, a volte si estraniava dal gioco, ma quando il pallone arrivava nella sua zona succedeva sempre qualcosa di importante, era indiscutibilmente lui il punto di riferimento per tutta la squadra. Giocatore straordinario per come toccava la palla, per la rapidità con cui lo faceva - ricorda Telegol - e per come si muoveva in spazi strettissimi: baricentro basso, ben piantato a terra non cadeva quasi mai e poi quel sinistro...».
La partita di “Telegol” finì al minuto 70 e uscendo dal terreno di gioco non avrebbe più incrociato Maradona. «Avvicinai Diego alla fine del primo tempo – racconta ancora Telesio – e chiesi se a fine partita mi poteva dare la maglia. «Te la darei molto volentieri – mi rispose sorridendo – ma una me l’ha strappata nel primo tempo un tuo compagno di squadra (Stabile) e quella che mi vedi addosso l’ho già promessa ad un bambino disabile, mi dispiace».

«La soddisfazione per aver giocato quella partita era talmente forte da farmi sembrare davvero poca cosa non essere riuscito ad avere la sua numero 10, era stato tutto magnifico - continua il follonichese ex attaccante dello Spezia - e niente e nessuno poteva cancellare le emozioni che avevo vissuto quella sera. Cosa rimane della notte all’Ardenza? L’orgoglio di aver rappresentato come capitano un’intera città e la sua gente». Sono passati dodici mesi dalla sua scomparsa: con Maradona se n’è andato un personaggio unico, spesso discusso, ma generoso e autentico, che nella vita ha commesso degli errori pagati a caro prezzo. Amatissimo da chi ci ha giocato insieme e lo ha conosciuto, così come l’affetto che gli continua a tributare la gente di Napoli e Buenos Aires, le due città che Maradona non ha mai dimenticato. «Dispiace davvero tanto che non ci sia più», conclude l’ex bomber follonichese. «Dispiace per un profondo conoscitore di calcio che poteva dare ancora molto al mondo del pallone ma soprattutto per l’uomo Maradona. Se è stato il più grande di tutti? Credo proprio di sì - conclude Andrea Telesio -, un genio assoluto. E un giorno ai miei nipoti racconterò che ho giocato contro il calciatore più forte di sempre: Diego Armando Maradona».

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