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Grosseto: morto per incidente di caccia, parla il figlio. «Basta tragedie, serve più sicurezza»

Una battuta di caccia; Marco Tommasi nella foto piccola in alto a destra: è morto a 61 anni

Marco Tommasi ha perso la vita nella mattina di martedì 23 novembre nei boschi vicino a Cinigiano: «Necessaria maggiore attenzione, spero che il dramma di mio padre ne eviti altri»

GROSSETO. «La mia famiglia è sconvolta. È successo tutto all’improvviso. Stiamo vivendo una situazione tragicamente assurda». È stanco. Col dolore nel cuore e la testa che ancora non riesce a realizzare. Giulio Tommasi, 38 anni, ha perso il padre. Marco Tommasi, 61 anni, operatore finanziario di Grosseto, è morto la mattina di martedì 23 novembre nelle campagne attorno a Cinigiano, mentre era impegnato in una battuta di caccia al cinghiale. «In questo momento nero – continua il figlio della vittima –, l’unica consolazione ci arriva dal calore che ci sta dimostrando la città. Tante persone stanno contattando me, mia madre e mio fratello per farci forza, per starci vicino. Ringraziamo tutti».

DINAMICA DA CHIARIRE


La morte di Marco Tommasi contiene diversi punti interrogativi. Si tratta di un incidente di caccia, ma la dinamica non è ancora chiara. Marco Tommasi non sarebbe morto direttamente a causa di un colpo di fucile di un compagno di battuta. A togliergli la vita sarebbe stata una scheggia. Un frammento – con ogni probabilità di un proiettile, ma magari anche di un oggetto colpito da una pallottola – che gli si è conficcato dietro la testa, non lontano dall’orecchio. Il pubblico ministero di turno, Salvatore Ferraro, ha disposto l’autopsia sulla salma. Un passaggio necessario per capire cosa sia accaduto nel bosco di Cinigiano nella mattina del 23 novembre. Il corpo di Tommasi sarebbe stato ritrovato da alcune guardie ambientali che stavano operando in supporto alla battuta di caccia.

L’APPELLO DEL FIGLIO

La notizia della scomparsa di Tommasi si è diffusa alla velocità della luce in città. Era molto conosciuto. «Mi auguro – dice il figlio – che quello che è accaduto a mio padre serva a evitare altre disgrazie. Nelle battute di caccia è necessaria sempre la massima attenzione, la prudenza non è mai troppa. Spero che questa tragedia aiuti tutto il mondo dei cacciatori a essere ancora più attento, a prestare un’attenzione ancora maggiore al tema della sicurezza. Non si può spiegare come ci si sente quando queste cose accadono a un proprio familiare. Una sensazione di dolore allucinante». Marco Tommasi lascia la moglie, Claudia, e i figli Giulio e Giacomo. «Sono rimasto colpito dagli attestati di stima che la gente ha dimostrato nei confronti di mio padre in queste ore – continua Giulio –, e sono felice che abbia lasciato un così bel ricordo alle persone che lo hanno conosciuto».

CONFCOMMERCIO

Marco Tommasi era nel mondo Confcommercio. L’associazione di categoria si è stretta attorno alla famiglia con una nota di cordoglio. «Confcommercio Grosseto esprime parole di cordoglio – si legge nel comunicato – per la drammatica e improvvisa scomparsa di Marco Tommasi, vittima di un incidente di caccia nei boschi di Cinigiano. Persona affabile e professionista stimato, Tommasi era membro del consiglio della Fnaarc, il sindacato degli agenti e rappresentanti di commercio. Alla famiglia vanno le condoglianze del presidente provinciale Fnaarc, Valter Bruni, a nome del direttivo dello stesso sindacato, del presidente di Confcommercio, Giulio Gennari, del direttore, Gabriella Orlando, di Carla Palmieri e di tutto il consiglio Ascom».

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