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Ucciso a caccia a 61 anni: il mistero della "scheggia" mortale, il ricordo degli amici e il dolore dei colleghi

Marco Tommasi e una veduta della campagna attorno al paese di Cinigiano

Marco Tommasi era un noto operatore finanziario: le forze dell’ordine indagano per chiarire la dinamica della disgrazia

GROSSETO. Una mattinata di caccia. Come tante altre volte. Con gli amici. Poi una tragica fatalità. Una dinamica assurda su cui stanno facendo luce le forze dell’ordine. Marco Tommasi ha perso la vita nei boschi attorno a Cinigiano. Colpito da una scheggia dietro la testa. Aveva 61 anni, era un operatore finanziario. Abitava nel centro storico di Grosseto. Lascia la moglie e due figli. Uno dei due lavorava con lui in un ufficio appena fuori città.

LA TRAGEDIA


La chiamata ai soccorsi è partita nella tarda mattinata di martedì 23 novembre. Marco è a terra. Senza sensi. A trovarlo sarebbero state le guardie ambientali venatorie che fornivano assistenza durante la battuta di caccia al cinghiale. Ha una ferita dietro l’orecchio. Non sarebbe stato direttamente il colpo di un compagno di caccia a ucciderlo. Ma una scheggia. Con ogni probabilità una parte di un proiettile che – per motivi ancora da accertare – è finita per colpirlo senza lasciargli scampo. Inutili i tentativi di rianimarlo. Una delle prime persone a sapere della disgrazia è la sindaca di Cinigiano, Romina Sani. «Sono sconvolta – dice –, la notizia mi ha lasciato senza parole. Posso soltanto dire che sono dispiaciuta, e che mando un grande abbraccio ai familiari della vittima». Non è ancora chiaro da quale fucile sia partito il colpo in seguito al quale è stato ucciso Tommasi. Questo aspetto è all’attenzione dei carabinieri, intervenuti sul posto. Grosseto piange un professionista conosciuto e rispettato. Un uomo buono e un lavoratore instancabile.

IL DOLORE

«Ci conosciamo da 20 anni. Eravamo amici, lo avevo sentito appena un paio di giorni fa per alcune questioni di lavoro». Gabriella Orlando è sconvolta. È la direttrice di Ascom Confcommercio Grosseto. «Non sono parole di circostanza – prosegue –, Marco era veramente una persona speciale. Mai un gesto fuori posto, mai una polemica. Un uomo che amava il suo lavoro e credeva nella categoria professionale di cui faceva parte. Ancora non riesco a realizzare che ci abbia lasciato. Sarà un’assenza pesante la sua».

GLI AMICI

Nelle ore successive all’incidente, la notizia della morte di Marco Tommasi si è diffusa velocemente in città. E ha varcato anche l’ingresso dell’armeria Vecchieschi, in via Oberdan. «Veniva spesso, e ogni volta parlava sempre dei suoi figli. Era molto attaccato alla sua famiglia – ricorda il titolare del negozio, Fabrizio Vecchieschi –. Quando ho saputo della sua morte sono rimasto pietrificato, non riesco a capire come sia potuto accadere».

LE INDAGINI

La salma è all’obitorio a disposizione della procura. Il pm di turno, Salvatore Ferraro, ha disposto l’autopsia. Stando alle informazioni raccolte, sarebbero stati una ventina i cacciatori presenti alla battuta di caccia che è costata la vita al 61enne di Grosseto. Rimane da capire come abbia fatto quella scheggia a colpirlo in modo letale. Un nodo da sciogliere per gli inquirenti. I carabinieri sul posto hanno raccolto elementi utili alle indagini e nei prossimi giorni cercheranno di mettere insieme i pezzi di un dramma che lascia una famiglia – e molte altre persone tra conoscenti, colleghi di lavoro e amici intimi della vittima – nello sconforto più profondo.

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