Violenze e abusi segnalati al Codice Rosa: maglia nera per la provincia di Grosseto

Nei primi nove mesi del 2021 ben 186 casi, di cui 36 relativi a minorenni: è il numero più alto nell’intera Asl sud est

GROSSETO. «Ho bisogno di essere creduta, ho bisogno di essere protetta perché non voglio essere la prossima vittima di femminicidio». Cristina (nome di fantasia) grida agli operatori del Codice Rosa la sua disperazione. La sua è una delle 186 richieste di aiuto che, nei primi nove mesi del 2021, sono arrivate da tutta la provincia di Grosseto agli operatori del Codice Rosa, il percorso di protezione formato da Asl, forze dell’ordine e associazioni, nato proprio a Grosseto e diventato protocollo nazionale.

Trentaquattro tra bambini e adolescenti hanno subito maltrattamenti, dal 1° gennaio al 30 settembre, nel Grossetano. Due sono stati abusati. Nello stesso periodo, anche 146 adulti hanno conosciuto violenza e botte; quattro hanno subito abusi.


A pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Asl Toscana sud est divulga i dati sugli accessi al Codice Rosa nei primi tre trimestri del 2021.

Alla provincia di Grosseto va un drammatico primato: ha il numero più alto di maltrattamenti e abusi dell’intera area vasta – formata anche dalle province di Siena e Arezzo – sia in termini assoluti (186 rispetto ai 167 di Arezzo e ai 69 di Siena), sia in proporzione al numero di residenti: 218.538 nel Grossetano (0,08 per cento di accessi al Codice Rosa), 336.870 nell’Aretino (0,05 per cento) e 263.526 nel Senese (0,02 per cento).

La fotografia diventa ancora più cupa nel caso di maltrattamenti a minori. Nel Grossetano, gli under 18 che hanno subito maltrattamenti nei primi nove mesi dell’anno sono 34, oltre il doppio rispetto ad Arezzo (14 casi) e a Siena (13 casi). In proporzione al numero di minorenni residenti, sono lo 0,11 per cento nel Grossetano (31.175 under 18), lo 0,02 nell’aretino (su 52.245 minorenni residenti) e lo 0,03 per cento nel Senese (40.950 minorenni residenti).

A livello di area vasta, confrontando i dati di quest’anno con lo stesso periodo del 2020 si nota un aumento dei casi, sia per gli adulti che per i minori, in particolare nel terzo trimestre quando, con la fine del lockdown, le vittime di violenza si sono sentite più tranquille a rivolgersi anche fisicamente al Pronto soccorso per esser prese in carico dal Codice Rosa e dai centri anti-violenza.

Di contro, infatti, in piena pandemia sono diminuiti gli accessi e le denunce mentre aumentavano gli episodi di violenza contro le donne e le richieste di aiuto al 1522 (numero anti-violenza e stalking), in particolare di violenza domestica.

Spiega l’Asl che le indicazioni di restare in casa, necessarie a contenere il contagio, hanno reso le donne ancora più soggette a episodi di violenza domestica, impossibilitate a chiedere aiuto recandosi ai centri di riferimento, isolate da parenti o amici, costrette a una vicinanza continua col partner maltrattante.

«La nostra azienda è sempre attenta a cogliere i segnali che emergono dai dati che raccogliamo ogni anno sulla violenza. Sono la cartina tornasole per monitorare anche il livello di attenzione e di preparazione degli operatori sul tema della violenza – spiega Claudio Pagliara, direttore Unità operativa semplice Codice rosa, salute e Medicina di genere della Asl Toscana sud est – I dati possono essere condizionati da fattori sociali ed economici contingenti o legati agli effetti della pandemia. A tale proposito già dai primi mesi del 2020 abbiamo aggiornato le procedure calibrandole sulla situazione pandemica».

«Nonostante l’ulteriore impegno umano e professionale che l’emergenza sanitaria da Covid ha richiesto a tutti gli operatori della sanità, la Rete Codice Rosa ha mantenuto lo stesso livello di risposta di sempre, dimostrando il suo carattere di resilienza – dice Vittoria Doretti, ideatrice del Codice Rosa – La nostra attenzione si focalizza sulle diversità e l’inclusione sia per operatrici e operatori, sia nei percorsi. Attenzione massima anche per tutte le forme di discriminazione di genere».

Nel 2022 saranno dieci anni da quando la Rete Codice rosa è diventata regionale. «Da quel tempo molti importanti traguardi sono stati raggiunti nella lotta alla violenza, ma la strada verso l’eliminazione è da ancora da percorrere e ogni giorno ci poniamo nuovi obiettivi», dice Doretti.

Intanto quest’anno, l’Asl ha aderito all’Open week di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna. Da oggi al 28 novembre sulla homepage e sulla pagina Facebook dell’Asl un banner permetterà di accedere alla pagina del Codice Rosa che contiene tutte le indicazioni e i recapiti (numeri di telefono e indirizzi) che le donne possono contattare per trovare protezione.

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