Quanti chilometri per la terza dose: l'Asl aprirà un nuovo centro vaccinale in Maremma

In alcuni paesi della Maremma ricevere la terza dose è un'impresa: i centri vaccinali sono troppo lontani

La decisione si è resa necessaria a causa delle difficoltà per i residenti delle colline amiatine di arrivare nei due centri vaccinali aperti per sottoporsi alla terza dose del vaccino anti-Covid: a Spergolaia - ad Alberese - e a Follonica

GROSSETO. La zona sud avrà una terza sede per le vaccinazioni che si aggiungerà a quelle di Spergolaia, ad Alberese, e Follonica. La decisione si è resa necessaria a causa delle difficoltà per i residenti delle colline amiatine di arrivare nei due centri vaccinali aperti per sottoporsi alla terza dose del vaccino anti-Covid. Una decisione confermata da Antonio D’Urso, direttore generale della Asl Toscana Sud est. «Durante la scorsa conferenza zonale dei sindaci, la Asl, a integrazione dell’attività di vaccinazione svolta dai medici di medicina generale, che prosegue a pieno ritmo, e accogliendo le istanze dei sindaci presenti, - spiega D’urso - ha deciso di valutare la possibilità di individuare una sede vaccinale nella zona. Il sindaco di Pitigliano, Giovanni Gentili, attualmente anche presidente della Conferenza zonale dei sindaci, ha colto l’indicazione di ponderare, in accordo con gli altri sindaci, una possibile e adeguata sede, al momento non ancora determinata».

Al momento la scelta della sede è in fase di studio e proprio oggi - mercoledì 17 novembre - Gentili avrà un incontro con la Asl per parlare, fra le altre cose, proprio di questo. In pratica la terza sede dovrebbe servire a evitare che chi abita in paesi come, per esempio, Castell’Azzara, San Giovanni delle Contee, sia costretto ad arrivare fino a Follonica o Alberese per fare la terza dose. Di questi disagi si è fatto portavoce anche il consigliere di minoranza del Comune di Sorano, Roberto Santarelli, che ha scritto al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, all’assessore alla sanità, Simone Bezzini e alla consigliera regionale Donatella Spadi: «Tutte le persone sotto gli 80 anni che desiderano effettuare le vaccinazioni dell’area dell’Amiata e delle colline del Fiora - dice Santarelli - dovranno scendere a valle per potersi vaccinare. La popolazione delle aree interne è costituita prevalentemente da anziani che devono affrontare un viaggio di 200 chilometri considerando l’andata e il ritorno. Perché i vertici della Asl non hanno previsto un centro vaccinale a servizio della collina e della montagna? Capisco e conosco la situazione finanziaria della Regione che ha indotto l’Asl a queste scelte e ai conseguenti tagli, ma che siano sempre i più deboli a pagare per le aree più popolate e ricche della costa mi sembra intollerabile».

La situazione era nota anche ai sindaci che, mercoledì 10 novembre, durante la Conferenza zonale, hanno alzato i toni con D’Urso proprio sulla necessità di arrecare meno disagio possibile ai cittadini che arrivano dall’entroterra collinare: «Abbiamo usato parole dure con il direttore generale - dice Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano - e abbiamo strappato a D’Urso l’impegno. Tutti noi sindaci abbiamo fatto presente che i due centri vaccinali non risolvono il problema delle colline e della montagna e che è necessario trovare un’altra soluzione».

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