Centrali geotermiche: "La decisione spetta al Tar del Lazio"

La sede del Tar, Tribunale amministrativo regionale, a Firenze

I giudici non si pronunciano sul ricorso del Comune. La sindaca Ginesi: "Stiamo valutando il da farsi"

SCANSANO. Tutto da rifare, o quasi, per il Comune di Scansano nella sua battaglia contro la geotermia, cioè contro le centrali che producono energia elettrica sfruttando il calore geotermico.

Il Tar della Toscana si dichiara «incompetente» a esprimersi sul ricorso presentato dal Comune contro la Regione Toscana e la società Terra energy, per impedire che quest’ultima porti avanti il suo progetto di esplorazione geotermica sul territorio del Morellino.


I giudici fiorentini rimandano tutto al Tar del Lazio dato che – rilevano nell’ordinanza datata 27 ottobre e pubblicata il 2 novembre – l’oggetto centrale dell’impugnazione da parte del Comune è il decreto ministeriale del ministero dello Sviluppo economico el 10 settembre 2010, sulle “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentata da fonti rinnovabili”. E, dice la legge, per gli atti statali aventi efficacia sull’intero territorio nazionale è «inderogabilmente competente il Tar del Lazio».

Dunque il Comune di Scansano dovrà, se vorrà, ripresentare il ricorso a Roma.

Come noto, la comunità di Scansano non vuole la geotermia e lo ha detto chiaramente quando, nel 2017, la Regione Toscana chiamò tutti i Comuni a indicare se, al loro interno, ritenevano avere delle aree vocate alla geotermia, le cosiddette “aree idonee”, o se, al contrario, avevano solo “aree non idonee”. Se, insomma, sul loro territorio volevano le centrali o no. Il Comune di Scansano disse no.

Sennonché il ministero con un decreto del 10 settembre 2010 che contiene le linee guida per individuare le aree non idonee, è un po’ più flessibile sull’argomento. Dice cioè che “area non idonea” non significa in assoluto che non si può realizzarci una centrale, ma solo che c’è una «elevata probabilità di esito negativo della pratica autorizzativa», limitandosi a essere una «mera ricognizione dei vincoli già esistenti» (così lo descrive il Comune di Scansano nel suo ricorso).

Da qui il colpo di scena che, nei mesi scorsi, ha lasciato di stucco anche altre zone della Maremma finite nell’orbita di società che vorrebbero sfruttare la risorsa geotermica.

Ad aprile, infatti, la Regione ha a sua volta modificato il Piano ambientale ed energetico regionale, dicendo che le aree non idonee non costituiscono una preclusione assoluta alla realizzazione delle centrali geotermiche e che in esse si può fare ricerca mineraria. Insomma, costruire pozzi profondissimi alla ricerca del liquido geotermico.

Ora, il Comune di Scansano impugna sì gli atti regionali che hanno modificato il concetto di “area non idonea”, ma impugna anche, e per primo, il decreto ministeriale da cui quelle modifiche derivano. Perciò, dice il Tar della Toscana, spetta al Tar del Lazio decidere. «L’avvocato Stefano Pasquini ci ha subito informati della decisione del Tar – dice la sindaca Maria Bice Ginesi –. Stiamo valutando insieme il da farsi e daremo notizia non appena presa una decisione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA