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Grosseto, in  Viale Uranio è battaglia per salvare i varchi: «Impedite piuttosto il transito ai camion»

Uno dei varchi lungo lo spartitraffico in viale Uranio (foto Agenzia BF)

Il comitato dei residenti verrà ricevuto dall’assessore Ginanneschi; c’è chi propone una soluzione anti-traffico pesante 

GROSSETO. I residenti di Verde Maremma insistono: «Non chiudete quei varchi perché altrimenti viale Uranio diventerà una strada ad alto scorrimento». Si avvicina il battesimo del cantiere per la chiusura dei varchi di viale Uranio che si aprono lungo lo spartitraffico e che consentono di invertire il senso di marcia senza raggiungere le due rotatorie, di via dell’Oro-via Cavalcanti e di via Castiglionese: e quei residenti che tempo fa si costituirono in un comitato spontaneo – per chiedere maggiore sicurezza per automobilisti, camionisti e pedoni – continuano a inviare solleciti all’Amministrazione comunale sostenendo che per contenere il rischio di incidenti stradali l’unica soluzione è quella di costringere chi guida a staccare il piede dall’acceleratore, con dissuasori e/o attraversamenti perdonali rialzati, per esempio.

RICHIESTA ACCORDATA


Il progetto di chiusura dei varchi era stato anticipato nei mesi scorsi dalla giunta Vivarelli Colonna, i lavori sono già stati aggiudicati all’impresa edile Fratelli Massai per 150mila euro ma, nonostante ciò, chi vive nei pressi di viale Uranio e non è affatto convinto della bontà dell’iniziativa spera in un ripensamento da parte dell’Amministrazione comunale, che invece giudica quell’intervento – cioè la chiusura dei varchi compresi tra via dell’Alabastro e via Mercurio – una leva per incrementare la sicurezza lungo il viale. Intanto, l’appello del comitato dei residenti – costituito da Stefano Laurenti, Arturo Bettiol, Maria Rosaria Venturini, Gian Piero Guerrini de Witt, Mauro Guerrini – non è rimasto inascoltato: l’assessore (fresco di nomina) ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi assicura che incontrerà i residenti a partire dalla prossima settimana (quella che inizia il 1 novembre, nda), non appena avrà preso visione del progetto nel dettaglio. Nel frattempo ci sono altri grossetani pronti a dire la loro sulla chiusura dei varchi.

«ALTOLA' AI BISONTI»

Interviene il neuropsichiatra Mauro Camuffo: «Il Comune ha annunciato la chiusura dei varchi di viale Uranio e il rifacimento dell’asfalto, “per eliminare i fattori di rischio”. Iniziativa apparentemente lodevole se non fosse che sembra clamorosamente fuori obiettivo e destinata a rendere ancora più difficile la vita di chi abita, come me, lungo viale Uranio, già snaturato dal taglio sconsiderato di troppi pini, sostituiti (e non ovunque) da ridicoli alberelli». «È scontato prevedere – continua Camuffo – che la chiusura dei varchi indurrà i guidatori ad aumentare la velocità, in quanto non dovranno più preoccuparsi delle intersezioni alla loro sinistra. Ed è scontato prevedere che il raggiungimento obbligatorio delle rotonde allungherà i percorsi degli autoveicoli lungo la strada, incrementandone la circolazione». «Non è con la chiusura dei varchi – sottolinea Camuffo – che si risolve il problema del traffico, troppo intenso, troppo pesante e altamente inquinante lungo viale Uranio». Che fare, quindi? «La soluzione resta la creazione di un diversivo, di una bretella, di un percorso alternativo che corra fuori dalla città e che permetta a camion, trattori, autotreni e autoarticolati di raggiungere le località della costa senza attraversare la città». E il progetto già c’era, dalla notte dei tempi: parliamo della bretellina smaltitraffico che da Grosseto nord doveva tagliare la Rugginosa e immettersi sulla strada del Pollino, mandata in soffitta prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato che hanno dato ragione al proprietario dei terreni che avrebbero dovuto essere espropriati e torto al Comune e alla provincia di Grosseto. «L’asfaltatura (prevista dal progetto, ndr) e la sistemazione dei tombini, dissestati e pericolosi – aggiunge Camuffo – dovrebbero costituire oggetto di ordinaria e periodica manutenzione, e che non viene fatta da un decennio. Tutto il resto rappresenta un rimedio palliativo a una situazione grave e nociva per la salute, che si trascina da troppo tempo. L’augurio è che la nuova Amministrazione sappia riconsiderare i suoi programmi e puntare verso l’unica soluzione capace di restituire a una parte di cittadini la tranquillità e la salute messe a rischio da un’anomalia assoluta: un bellissimo viale urbano oggi più che mai aggredito dal flusso continuo e rumoroso di automezzi pesanti a cui dovrebbe essere vietato il passaggio».

CASTIGLIONESE E FOSSO

Interviene un altro grossetano, Franco Minucci, dichiarando di condividere la contrarietà al progetto di molti concittadini, e riproponendo una soluzione già anticipata qualche tempo fa al Tirreno per eliminare il traffico pesante dal viale alberato. E cioè: si potrebbe «rendere bidirezionale la strada che da via Castiglionese conduce verso viale Uranio – dice – con un’unica espropriazione parziale di terreno; ciò permetterebbe di deviare il traffico pesante in tale direzione eliminandolo da viale Uranio, nel tratto della scuola media Vico e delle scuole di via Rovetta». «Si potrà poi porre l’attenzione sulla realizzazione di un tratto di strada nuova a copertura del fosso Beveraccio – propone ancora – e all’allargamento e asfaltatura dell’attuale strada sterrata, che, realizzabile con alcune espropriazioni parziali, si raccorderebbe con la via Aurelia Nord; qui, in mancanza di una soluzione migliorativa, il traffico potrà essere inizialmente indirizzato verso la rotatoria esistente a destra. Con molta modestia – conclude – vorrei sottoporre questa mia idea ai due nuovi assessori Ginanneschi e Riccardo Megale».

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