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Argentario, parcheggio da 400 posti: via all’acquisizione del capannone Varoli

Il capannone Varoli a Porto Santo Stefano

Il Comune entrerà in possesso della struttura situata di fronte all’imbarco per i traghetti

MONTE ARGENTARIO. Via all’acquisizione del capannone Varoli per realizzare un parcheggio multipiano da 400 posti. Va avanti la liquidazione della società partecipata Argentario Approdi e Servizi. Con il prossimo passo, previsto tra un mese, il Comune entrerà in possesso della struttura situata di fronte all’imbarco per i traghetti che, come da intenzioni della giunta, dovrebbe diventare un giorno un mega parcheggio a servizio di tutta l’area del rione Valle.

Il tutto avverrà nella prossima assemblea convocata per fine novembre. Una volta effettuato questo passaggio, l’ente potrà procedere con la ricerca di un finanziatore internazionale per la costruzione e la successiva gestione del multipiano. E, nel frattempo, andare avanti con la liquidazione del resto delle proprietà in mano ad Argentario Approdi. «Come Comune vogliamo tornare in possesso di questa struttura – sottolinea il sindaco Franco Borghini – Per via della legge Madia è stato necessario mettere in liquidazione la società, che per il 79% appartiene al Comune e il restante ai privati. Le proprietà attualmente in mano alla società sono il capannone Varoli e l’ex scuola elementare di Santa Liberata, dove attualmente abitano i carabinieri. Oltre ai fondi versati per l’aumento di capitale che venne fatto per 800mila euro, poi investiti e incrementati a oggi a quasi 900mila euro. A questo punto i soci si potranno riprendere tutto ciò che misero a suo tempo. Le perizie sugli immobili sono di 1 milione e 700 mila euro per il capannone e 1 milione e 100 mila euro per le ex scuole. Per procedere a tutto questo bisognava indire un’assemblea, che si doveva svolgere alla presenza di tutti i soci – circa 250 – e tutti i presenti avrebbero dovuto dare il proprio assenso. Impossibile però riunirli tutti. Per rendere possibile la decisione bisognava prima provare a cedere i beni immobiliari e noi abbiamo fatto fare al curatore della liquidazione un bando per venderli insieme. Non si è presentato nessuno e così adesso la decisione la può prendere l’assemblea con la votazione ordinaria, dove il Comune possiede appunto quasi l’80 per cento. La liquidatrice sta promuovendo questa assemblea e con il notaio abbiamo iniziato le pubblicazioni, dato che si tratta di una spa. Si terrà a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre. A quel punto acquisiremo il capannone Varoli. I soci saranno rimborsati della parte proporzionale al capannone, mentre rimarranno in carico alla società l’ex scuola e i soldi residui». L’obiettivo è arrivare a prendere il capannone Varoli a dicembre, su cui fare il progetto internazionale. «Apriremo le procedure di project financing per la realizzazione del multipiano nel capannone – aggiunge Borghini – dove chi costruisce gestirà la struttura per un certo numero di anni. Al momento sono previsti solo due piani di parcheggi per arrivare sotto la misura in altezza dell’attuale capannone, per circa 400 posti macchina, cosa che per Porto Santo Stefano sarebbe una bella conquista». La società ha la concessione anche del molo della Pilarella. «La proroga è fino al 31 dicembre 2033 – dice il sindaco – Però, vista una sentenza del Tar su una questione analoga a Piombino, è stato deciso che queste proroghe non sono possibili e adesso la cosa dipende dal Consiglio di Stato. Se sarà confermato la società metterà tutto in liquidazione, in quel caso il Comune prenderà anche le ex scuole e i soci le quote residue. Se sarà confermata la concessione al 2033 il liquidatore dovrà mettere sul mercato anche la concessione e quindi dovrà entrare un’altra ditta per la gestione degli ormeggi».


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