Omicidio di Cernaia, processo al via senza Filippo Guerra: è accusato di aver sparato alla testa a un 22enne

La corte di assise del processo: Filippo Guerra, 47 anni, è accusato di di omicidio premeditato aggravato dallo scopo di rapina

La presidente della corte d’assise, Laura Di Girolamo e il giudice Marco Bilisari, con i giudici popolari, hanno accolto le richieste del pubblico ministero. La vicenda è legata al mondo dello spaccio di cocaina e hashish

GROSSETO. Non è comparso davanti al giudice - nella mattina di mercoledì 27 ottobre -, nel primo atto del processo che lo vede imputato per omicidio premeditato aggravato dallo scopo di rapina, ma anche ma anche di sottrazione di carta di credito e reati legati alle armi, per aver portato il fucile in un luogo pubblico. Filippo Guerra, grossetano di 47 anni è rinchiuso nel carcere di Siena per aver ucciso con un colpo di fucile alla testa Dakir Abdelilah, spacciatore di 22 anni, nell’agosto dell’anno scorso a Cernaia. Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, d’accordo con l’avvocato di Guerra, Lorenzo Mascagni, ha prodotto tutta la documentazione contenuta nei tre faldoni, compreso il verbale dell’interrogatorio di Guerra. La presidente della corte d’assise, Laura Di Girolamo e il giudice Marco Bilisari, con i giudici popolari, hanno accolto le richieste del pubblico ministero. La vicenda è legata al mondo dello spaccio di cocaina e hashish. Un’attività che andava avanti nelle campagne appena fuori dal centro storico. Guerra, il giorno dell’omicidio sarebbe arrivato a Cernaia per rapinare lo spacciatore delle dosi che aveva con sé. Poi il faccia a faccia tra i due: lo spacciatore stava mangiando un panino ed è stato freddato con un colpo di fucile sparato da 5 metri.

Guerra dice di aver sparato per sbaglio mentre stava mostrando il fucile allo spacciatore. Sostiene di essere inciampato. Questo racconto, però, non è stato ritenuto attendibile dal sostituto procuratore Melchionna, che ha contestato al quarantasettenne anche l’aggravante della premeditazione. Una volta ritrovato senza vita, era emerso che lo spacciatore non aveva più nel marsupio i tre telefoni cellulari, l’hashish, la cocaina e i contanti che aveva con sé. Con Guerra, altre quattro persone nei guai. Una donna, accusata di furto e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento; il padre di Guerra, per l’omessa custodia del fucile che ha poi sparato (in quanto ne sarebbe stato proprietario sebbene l’arma fosse custodita dal figlio in casa propria) e per l’illecita detenzione di un altro fucile la cui proprietà, dopo l’acquisto, non era stata registrata. Infine, il terzo filone della vicenda è quello legato allo spaccio: due indagati, che insieme al 22enne avrebbero portato avanti il giro di droga.