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Minacci choc sull’incarico alle Farmacie

Minacci Carla

La consigliera Vcs: «Per quello ho dato il mio appoggio a Marras». L’esponente Pd: «Parole allucinanti, non la conoscevo»

GROSSETO. Inatteso colpo di scena, fra gli altri, al consiglio comunale di ieri. Protagonista la consigliera Carla Minacci, eletta nella lista Vivarelli Colonna sindaco. Presa la parola, Minacci ha iniziato a parlare della sua vicenda politica personale, per giustificare il suo passaggio dall’area di centrosinistra a quella di centrodestra. Lasciandosi andare a dichiarazioni (videoregistrate) che meritano la trascrizione testuale. «Nella mia vecchia associazione sono stata accusata di essere una transfuga a caccia di poltrone, e per questo sono stata oggetto di attacchi...». Minacci ha poi detto di essere stata in «un’area di centrosinistra senza tessera o appartenenza alcuna. Trovando con Leonardo Marras e con molti di loro percorsi assolutamente condivisibili», che poi «sono diventati per me assolutamente non più condivisibili. Non un cambio di idee ma semplicemente a un certo punto lavoravamo su fronti completamente differenti. Per questo sono uscita».

Poi il colpo di scena, con la chiamata in causa dell’assessore regionale Marras. «Perdonatemi le parole… ma io in quel piatto ci avevo mangiato, proprio perché io avevo ottenuto un incarico retribuito proprio da parte di Leonardo Marras, come vicepresidente delle Farmacie comunali. E proprio per questo io ho garantito a Leonardo Marras il mio appoggio in quella che è stata, e fortunatamente finita bene, la sua candidatura in consiglio regionale». Ma, assicura la consigliera, «io ho avvertito Marras, e non alla fine della campagna elettorale ma all’inizio, che dopo non sarei stata più insieme a lui, in quanto non condividevo più molte scelte...». Lasciata l’area del centrosinistra ha aggiunto Minacci, «c’è stata la mia voglia di fare quel poco di politica che ancora sono in grado di fare e di essere particolarmente presente sui temi etici che hanno contraddistinto tutto il mio operato in questa città. E per questo che molto volentieri ho aderito al gruppo di Riccardo Paolini, essendo candidata nella lista di Antonfrancesco Vivarelli Colonna». Chiuso il suo intervento, i lavori sono proseguiti. Ma, poco dopo, Minacci ha chiesto di nuovo la parola. Nel frattempo aveva infatti ricevuto un messaggio da Marras. E ha voluto leggerlo. Questo il testo: «Ciao Carla – scrive Marras – mi riferiscono di un tuo intervento in consiglio comunale in cui fai riferimento al fatto di avermi sostenuto per aver ricevuto da me un incarico retribuito alle farmacie. Immagino che siano state travisate le tue dichiarazioni. Rammento solo che all’epoca non ci conoscevamo e dunque sarebbe stato difficile che fossi stato protagonista. Lo dico perché spero che tu abbia sostenuto le mie candidature per il valore e la condivisione del percorso fatto insieme e non per una utilità che invece era originata altrove e in tempi precedenti al nostro rapporto. Ti prego di precisare perché è una interpretazione che mi offende e non ti fa onore». Finito di leggere, Minacci ha chiosato: «Leggendo il messaggio credo di aver precisato quello che volevo dire».


Decisamente contrariato Marras, che a sua volta invia al Tirreno il testo del suo messaggio. «Quello che è stato detto – dice raggiunto al telefono – lo trovo allucinante. E trovo l’utilizzo del ruolo fatto dalla consigliera Minacci, per così dire, singolare. Quel che dice è basato su un presupposto falso, dato che all’epoca dei fatti non la conoscevo nemmeno. Sarà solo inesperienza? Ad ogni modo – conclude - non è un caso che le ho mandato subito un messaggio scritto, perché non fosse interpretato ciò che io le ho detto».

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