Vivarelli Colonna: «Cerboni arrabbiato». La riposta: «Il sindaco si è comportato male»

Da sinistra l'ex assessore Giacomo Cerboni, uscito dal suo scranno, martedì 26 ottobre, durante l'elezione del presidente del consiglio comunale, e il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna (foto Agenzia Bf)

Nervi tesi in maggioranza per la vicepresidenza del consiglio all'ex assessore Turbanti, della lista del sindaco

GROSSETO. Fino a ora ha sempre tenuto un basso profilo pubblico sulla questione. Non una parola, non un commento sulla sua mancata riconferma ad assessore, obbligata sì da meccanismi tecnici, ma comunque non compensata dall’elezione a presidente del consiglio comunale. L’uscita dall’aula di Giacomo Cerboni, martedì 26 ottobre, al momento di votare per la carica di presidente del consiglio, è stata un segnale forte alla sua maggioranza.

E se qualcuno, nella coalizione, ma anche nel suo stesso partito, non lo avesse capito, ecco la spiegazione di Cerboni, rilasciata al Tirreno: «L’elezione del presidente ha ruotato sulle esigenze politiche di alcuni. Ho ritenuto, quindi, che dovessero partecipare coloro che hanno deciso di assecondarle». Non si ricorda un Cerboni dalle parole così dure. Ma tant’è.


Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, a margine del consiglio, ha detto che si aspettava che Cerboni sarebbe uscito dall’aula per il voto. Gli ultimi 15 giorni, del resto, sono stati una burrasca tra Lega da una parte e il resto della coalizione dall’altra, con in testa la lista del sindaco. «Cerboni ha avuto una grande delusione – dice Vivarelli Colonna –. Me lo aspettavo. Ma gode della nostra fiducia. Sarebbe brutto perdere una persona con le sue competenze, che conosce la macchina amministrativa così bene. Sono sicuro che il tempo ricucirà le ferite», dice Vivarelli Colonna.

Il tempo, appunto. Perché adesso la ferita è aperta. E rigurgita veleno. «Il problema non è se io sono arrabbiato – dice Cerboni – ma che il sindaco si è comportato male, molto male. Come i vertici della Lega». Il Carroccio ha cinque consiglieri. Con Cerboni fuori dall’aula, i votanti erano quattro. Ma l’ex assessore ha ottenuto solo due voti al primo turno e uno al secondo. E non è detto che siano venuti dal suo gruppo.

Solo il voto palese avrebbe potuto dirlo. Adesso, a ogni modo, la maggioranza può ben vantarsi di essere stata compatta nel voto, anche con la modalità segreta. Resta da capire se la ferita sarà sanabile.


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