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Cavilli urbanistici, colonie nel limbo: il resort a quattro stelle deve aspettare

Marina di Grosseto: Bluserena ha comprato le strutture di Bodoni e Saragat due anni fa. «Auspichiamo uno sblocco per aprire nel 2023»

MARINA DI GROSSETO. È arrivato il momento di accelerare per trasformare le ex colonie di Marina di Grosseto in un resort a quattro stelle superior.

A otto mesi esatti (era il 17 febbraio) dalla presentazione agli uffici comunali della pratica edilizia per la ristrutturazione della Saragat e della Bodoni, il progetto presentato dalla Bluserena spa si trova in una situazione di limbo per una serie di motivi.


«Entro la prima metà dell’anno prossimo dobbiamo partire con i lavori», fa sapere Fabio Maresca, amministratore delegato del gruppo Carlo Maresca, che gestisce il 100 per cento la Bluserena spa. La società, che nel gennaio 2020 ha acquistato le ex colonie all’asta per una cifra di poco inferiore ai tre milioni e mezzo di euro, auspica uno sblocco per poter rispettare la data dell’apertura, ancora fissata per il 2023.

«In questi mesi – dice Fabio Maresca – abbiamo iniziato un’interlocuzione con l’amministrazione comunale di Grosseto per trovare una via d’uscita. Il dialogo s’è purtroppo interrotto per la campagna elettorale e quindi siamo rimasti d’accordo che ci saremo aggiornati dopo le elezioni. In questi giorni ci rivedremo con il segretario comunale per affrontare la situazione amministrativa».

Dai primi colloqui c’è stata la massima disponibilità da parte degli uffici comunali, anche perché nessuno vuole tenere le colonie nelle attuali condizioni di degrado.

«Il problema – prosegue il socio amministratore della Bluserena – è che Grosseto si trova in una situazione transitoria: ha un piano regolatore vigente, un piano di recupero delle colonie scaduto dopo il fallimento della Riva di Marina e un nuovo piano strutturale in itinere. Di fatto è in una situazione di paralisi per progetti come quello delle colonie, finché non viene chiuso il piano strutturale. Il Comune sta comunque collaborando fattivamente».

«È un problema giuridico amministrativo – sottolinea – anche se la Soprintendenza avrebbe potuto esprimersi. Bisogna trovare un percorso sicuro, perché anche noi non abbiamo nessuna intenzione di avere titoli incerti, l’investimento è grande e non si può rischiare eventuali ricorsi o che si trovino debolezze di qualsiasi tipo».

Alla base c’è anche un cavillo nella legge urbanistica regionale. Gli amministrativisti della Bluserena tra l’altro confermano che le difficoltà che ha posto l’ufficio tecnico sono assolutamente fondate. «A noi questo progetto interessa – ribadisce Fabio Maresca – non è cambiato nulla da quando abbiamo partecipato all’asta, ormai due anni fa, per l’acquisizione delle colonie; intendiamo costruire la struttura ricettiva e anche rapidamente, vogliamo sbarcare anche in Toscana. È un investimento grande e non può avere debolezze. Tra i motivi dell’impasse c’è un errore nella legge regionale, che consente interventi puntuali per attività produttive di vario tipo ma non per il ricettivo. Il che è una follia: il Dpr 160 è per le attività produttive; la norma parla di industriale, di servizi, artigianale, ma non c’è il ricettivo. Un’alternativa è che anche la Regione intervenga su quella norma, correggendo quella che è fondamentalmente una dimenticanza, perché è indubbio che l’attività ricettiva è un’attività produttiva. Se l’amministrazione, che vuole accelerare, ritiene che i tempi per il nuovo piano siano troppo lunghi, l’unica soluzione è dunque intervenire in Regione e far sì che si possa fare un progetto puntuale come si può fare in tutta Italia. Solo in Toscana non si può fare. Ripeto, non credo che sia una norma fatta contro le attività ricettive, ma la sensazione è che sia soltanto una dimenticanza».

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