Orbetello, clima infuocato nel Pd: richiesto il commissariamento

Mauro Barbini, segretario dell’Unione comunale di Orbetello

Tre membri dell’Unione comunale hanno fatto partire una richiesta per commissariare la sezione lagunare del partito

ORBETELLO. All’interno del Pd lagunare volano stracci. Tre membri dell’Unione comunale hanno fatto partire una richiesta per commissariare il Pd di Orbetello. Nessuno ha voglia di commentare. La temperatura all’interno del partito è alta, soprattutto dopo l’esclusione della lista di Mario Chiavetta, candidato del Pd alle elezioni amministrative del 3-4 ottobre e che, a causa di un errore nella presentazione della lista, è stato appunto escluso. Pur non essendo un tesserato del Pd, Chiavetta era stato scelto dal partito come candidato sindaco. La sua esclusione ha riaperto alcuni fronti di contrasto all’interno del partito che, evidentemente, hanno messo i tre componenti dell’Unione comunale nelle condizioni di chiedere il commissariamento. Nuove tensioni per vecchi contrasti si sono aperte all’indomani della bocciatura della lista. Il Pd ha lasciato liberi i cittadini iscritti o simpatizzanti senza dare nessuna indicazione di voto: si è trattato di una scelta non condivisa da chi avrebbe preferito un invito a votare per la lista di Paola Della Santina, unica lista rimasta ad opporsi al candidato sindaco, poi riconfermato, Andrea Casamenti.

Per esempio, Mauro Barbini, segretario dell’Unione comunale di Orbetello, non ha dato indicazioni di voto e questo, ad alcuni membri del partito non è piaciuto. Al momento Barbini risulta dimissionario ma in carica con mansioni ordinarie finalizzate a traghettare il partito fino al congresso che è fissato fra alcune settimane. Già da giorni si era diffusa la notizia che i vertici del Pd avessero intenzione di chiedere il commissario. A Orbetello, nessuno del partito, però, sarebbe stato a conoscenza di questa intenzione. Adesso la richiesta arriva direttamente dall’interno. Di certo l’esclusione dalla corsa elettorale ha causato molti mal di pancia fra chi si era messo in gioco ed è stato costretto, suo malgrado, a ritirarsi. Parte dei candidati si sono ritrovati in un gruppo - "Insieme" - per lavorare a un progetto che possa poi diventare realtà fra cinque anni. Cosa accadrà però al Pd rimane, tutto da vedere. Certo è che l’esclusione dalle elezioni ha fatto venir meno un equilibrio che, probabilmente, già era precario. Una delle strade ora percorribili - sotto la guida di un commissario - potrebbe essere quella di lasciare spazio a volti e nomi nuovi, non coinvolti direttamente nell’ "affare elezioni": sempre che qualcuno sia disposto a fare un passo indietro.

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