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Grosseto, cavalcaferrovia finito da mesi ma ancora chiuso:«I pali dell'elettricità in mezzo alla strada»

Svettano ancora dall’asfalto della nuova bretellina e i braccagnini si chiedono quando saranno tolti: le risposte di Rfi e Enel

GROSSETO. Dovranno attendere ancora qualche mese i braccagnini e i vetuloniesi prima di poter percorrere il nuovo cavalcaferrovia. Parliamo del sovrappasso che, poco prima di giungere all’abitato di Braccagni venendo da Grosseto, “stacca” dall’Aurelia vecchia, sovrasta terreni verdi, le rotaie, e si innesta sulla strada provinciale del Bozzone, nelle vicinanze del cimitero di Braccagni. Si tratta della grande opera realizzata da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), la società pubblica controllata al 100 per cento da Ferrovie dello Stato, per cui nel maggio 2019 venne aperto un cantiere per un maxi contratto da tre milioni e 770mila euro: da quel momento i lavori hanno proceduto con un buon ritmo e da luglio l’opera sembra – a colpo d’occhio, per chi passa dall’Aurelia vecchia o dalla strada del Bozzone – completata. Eppure è ancora cinta da reti da cantiere. Eppure non è ancora percorribile. E i braccagnini si chiedono il perché: sono anni e anni che attendono quel sovrappasso alla cui percorribilità è legata l’eliminazione di due passaggi a livello – di via Garibaldini e di via Malenchini – che da sempre mortificano il paese.

I FAMOSI PALI


Perché il cavalcaferrovia non è ancora carrabile? Chi vive a Braccagni è in grado di rispondere anche senza scomodare Rfi: «Innanzitutto perché – dice Mario Giacomo Iacobucci – ci sono ancora i pali Enel che svettano dall’asfalto della nuova bretellina», quella costruita da Rfi per collegare la strada del Bozzone con la strada dei Pupilli ed evitare che una parte del paese (quella a nord) rimanga isolata. Ricordate i pali che hanno fatto sorridere mezza Maremma e che, immortalati in foto, sembravano l’oggetto di un fotomontaggio perché alcuni di essi sono proprio in mezzo alla carreggiata nuova fiammante? Era luglio quando i braccagnini accesero i riflettori su “questa stravaganza” e Rfi e Enel assicurarono la comunità: verranno tolti. Enel fa preventivo, sopralluogo e lavori e Rfi paga (detto in estrema sintesi). Complessivamente è necessario spostare due sostegni di media tensione e sei pali di bassa tensione. Vediamo dunque a che punto siamo.

PASSI IN AVANTI

Da inizio estate le due società hanno lavorato in tandem. «A luglio – spiega E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione – Rfi ha subito accettato il preventivo ed è partito l’iter autorizzativo. A oggi siamo in attesa dell’ultimo permesso da parte di uno degli enti competenti, il cui nullaosta dovrebbe arrivare entro fine ottobre. Tutte le altre autorizzazioni per l’esecuzione dell’intervento sono già state rilasciate. Non appena arriverà anche l’ultimo permesso, E-Distribuzione calendarizzerà le operazioni che sono di natura complessa e che devono essere programmate con tutti gli accorgimenti tecnici del caso». Tradotto, se entro ottobre arriverà l’ultimo nulla osta che manca, presumibilmente entro la fine dell’anno i pali verranno spostati. Rfi conferma il percorso illustrato da E-Distribuzione, e aggiunge che sta percorrendo la medesima strada per lo spostamento di un “albero” Telecom che non svetta dall’asfalto ma necessita di essere ricollocato. Rfi conferma inoltre che l’opera è pressoché terminata e che a novembre verrà eseguito il collaudo statico. Insomma con i primi mesi del nuovo anno Braccagni avrà – al netto di improvvisi ostacoli – il suo cavalcaferrovia percorribile.

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