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Dipendenti sanitari senza vaccino: sospesi anche sei medici nell'Asl Sud est

L'ospedale Misericordia di Grosseto (Foto AgenziaBF)

Rosini (Risorse umane): «In tutto 54 persone fuori». Briganti (Prevenzione): «La pandemia non si batte con i tamponi»

GROSSETO. Da venerdì 15 ottobre il Green pass diventa obbligatorio per presentarsi sul posto di lavoro e questo vale anche per le professioni legate alla sanità.

Mentre medici, infermieri e operatori sociosanitari per la gran parte questo obbligo lo hanno già assolto, dato che per loro da primavera è d’obbligo vaccinarsi contro il Covid-19 – uno dei metodi per ottenere il Green pass –, nell’Asl Toscana sud est in provincia di Grosseto sono circa 300-350 (su un totale di un migliaio in tutta l’Asl) i dipendenti che non indossano un camice, ma lavorano a scrivanie, tavoli tecnici o hanno altri ruoli operativi. E che venerdì 15 ottobre dovranno presentare il Green pass.


«La normativa sulla privacy è molto restrittiva e non consente al datore di lavoro, in questo caso l’Asl, di conoscere in anticipo, o prendere nota, di chi ha il Green pass, e se lo ha ottenuto a seguito di vaccinazione, di guarigione dal Covid-19 o di tampone negativo», spiega Dario Rosini, direttore del dipartimento Risorse umane dell’Asl sud est. Questo significa che tutti i giorni l’Asl dovrà controllare tutti i Green pass, non solo quelli rilasciati a seguito di tampone negativo, e che valgono solo 48 ore, ma anche quelli ottenuti dopo vaccinazione o guarigione e che scadranno fra mesi.

Questo complica molto le procedure. Chi controllerà i Green pass? A chi spetta allontanare un dipendente senza passaporto vaccinale? E come verranno rimpiazzati eventuali dipendenti sospesi?

L’Asl ha lavorato a una procedura sulla quale non trapelano indiscrezioni. La sua approvazione era prevista per mercoledì 13 ottobre, al più tardi nella mattina di giovedì 14. Ma per sapere quanti sono gli amministrativi con o senza Green pass, bisognerà aspettare la mattina di venerdì 15 il primo vaglio.

Nel frattempo sono agli sgoccioli gli accertamenti sulla situazione vaccini anti-Covid tra il personale sanitario. Come detto, medici, infermieri e operatori sociosanitari sono obbligati a vaccinarsi, per tutelare se stessi e i pazienti, in virtù del decreto legge 44 del 1° aprile 2021. «Al momento – spiega ancora Rosini – nell’Asl in provincia di Grosseto sono sospese 54 persone: 27 infermieri, sei medici, nove operatori sociosanitari e altre 12 persone di altre professioni, ad esempio tecnici sanitari, logopedisti, educatori, dietisti». In tutta l’Asl sud est sono 128 i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari sospesi. Oltre ai 54 nel Grossetano ce ne sono 48 ad Arezzo e 28 a Siena (quest’ultimo dato, però, non tiene conto del policlinico Le Scotte). Centoventotto su circa 9.500 che svolgono professioni sanitarie.

La sospensione significa stare a casa senza stipendio fino al 31 dicembre 2021, giorno in cui è previsto scada l’emergenza pandemica. Se non verrà rinnovata, il 1° gennaio anche chi non ha il Green pass potrà rientrare. «Di contro – conclude Rosini – ci sono anche quattro medici che nel frattempo sono stati riammessi».

Lasciando i confini dell’Asl, e guardando ai medici e infermieri residenti nelle tre province, ma non necessariamente impiegati nell’Asl, a giugno il dipartimento di Prevenzione ne registrava 5mila non vaccinati, scesi a 1.500 ad agosto a seguito dell’invito a vaccinarsi. «Ad oggi – spiega il direttore della Prevenzione, Giorgio Briganti – circa 600 si sono vaccinati, altri 600 hanno avuto l’accertamento di inadempienza all’obbligo vaccinale, 200 sono stati esentati per motivi sanitari e su 50 continuiamo gli accertamenti». Di certo, c’è un fatto: «Un anno fa a quest’ora non avevamo i vaccini e stavano tornando le zone rosse, il coprifuoco, i casi numerosi. Se oggi abbiamo così pochi casi è perché la gente si fa il vaccino, non perché si fa il tampone», conclude Briganti.

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