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Il vaccino e dopo la trombosi, il calvario di un pensionato di Follonica: «Nessuno mi dice cosa devo fare»

Il pensionato di Follonica ora non sa cosa fare: gli è stata somministrata soltanto la prima dose (Foto AGF)

«Il 7 maggio ho ricevuto la prima dose di Pfizer – racconta l’ultrasettantenne – senza aver accusato alcuno dei sintomi collegati alla vaccinazione. Nove giorni dopo però, ho avvertito un dolore alla gamba destra per tutta la giornata, e che la sera mi ha costretto a rivolgermi al primo soccorso»

FOLLONICA. Rimbalzato come la pallina di un flipper, fra un ostacolo e l’altro, senza la possibilità di ottenere risposte certe ai legittimi dubbi emersi nel corso degli ultimi mesi.

È alla stregua di un calvario l’esperienza vissuta da un pensionato follonichese di 75 anni. Dice che preferisce rimanere anonimo. Che «non vuole pubblicità». Ma racconta la sua storia. Iniziata il 7 maggio scorso, giorno della prima dose di vaccino Pfizer, e arrivata al suo ultimo capitolo circa dieci giorni fa.


Una situazione quasi paradossale, che nessun medico ha saputo chiarire fino in fondo. Almeno stando a quanto riferisce l’uomo. Di tappe in questa vicenda ce ne sono state numerose, ma due sono quelle più importanti: la prima dose di vaccino contro il Covid-19, ricevuta a inizio maggio, e una trombosi venosa profonda alla gamba destra, diagnosticata dieci giorni dopo.

«Il 7 maggio ho ricevuto la prima dose di Pfizer – racconta l’ultrasettantenne – senza aver accusato alcuno dei sintomi collegati alla vaccinazione. Nove giorni dopo però, ho avvertito un dolore alla gamba destra per tutta la giornata, e che la sera mi ha costretto a rivolgermi al primo soccorso ricevendo una diagnosi di trombosi venosa, confermata il giorno dopo da un ecodoppler effettuato a Massa Marittima. Per curare la trombosi si è reso necessario un trattamento a base di eparina prima e di anticoagulanti per via orale successivamente».

Pur non essendo un medico, il dubbio che la trombosi potesse essere causata dalla vaccinazione è venuto al pensionato follonichese, nonostante fenomeni del genere fossero stati segnalati in relazione ad altri vaccini anti-Covid. Non a quello Pfizer. Ma nel corso di questi cinque mesi, dopo numerosi consulti con il medico di famiglia e i medici del centro vaccinale, nessuno è stato in grado di venire a capo della questione: quella trombosi è stata causata dal vaccino? Ancora una risposta per l’uomo non è arrivata. E la seconda dose è stata posticipata fino all'inizio di ottobre quando, per l’ennesima volta, il pensionato follonichese è tornato all’hub di Follonica dove aveva ricevuto la prima inoculazione.

«Mi hanno indicato un numero telefonico della Regione – conclude –, l’operatore mi ha detto di scrivere una mail al “Centro di ascolto”, che pochi minuti dopo mi ha risposto dicendomi di rivolgermi allo stesso numero chiamato poco prima. Ho il diritto di avere delle risposte: devo o non devo fare la seconda dose? Posso esserne esonerato? Sarebbe più opportuno effettuare il richiamo presso una struttura ospedaliera? Dalla prima dose del 7 maggio sono trascorsi oltre cinque mesi: devo ricominciare da capo il ciclo vaccinale? Ci sono dei vaccini diversi dal Pfizer che magari sono più adatti per la mia condizione? Questi sono i dubbi che vorrei vedere chiariti da persone competenti in materia, capisco anche i medici che secondo la loro esperienza mi hanno fornito i loro pareri, molto spesso contrastanti, ma da cittadino comune ritengo di dover sapere come comportarmi per vie ufficiali».

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