Bambino morso da una vipera, ancora ricoverato al Meyer

L'ospedale pediatrico Meyer

Condizioni stabili, fondamentale la rapidità dei soccorsi, giunti sul posto con l’elisoccorso Pegaso

ALBERESE. Un grande spavento. Poi la corsa in elicottero verso Firenze. Ora, per fortuna, dall’ospedale giungono notizie rassicuranti. Il piccolo di 9 anni che nel pomeriggio di martedì 12 ottobre è stato morso da una vipera ad Alberese, nel Parco della Maremma, è ricoverato nel reparto di rianimazione del Meyer di Firenze. Le sue condizioni sono stabili. Dalla struttura ospedaliera fanno sapere che sta bene e che viene tenuto costantemente sotto osservazione.

La vicenda riguarda una famiglia di turisti tedeschi che si era incamminata verso l’Abbazia di San Rabano, lungo uno degli itinerari più suggestivi che attraversano il parco regionale. Padre, madre e figlio erano giunti vicino all’abbazia quando il bambino è stato morso da una vipera. Subito è scattata la chiamata ai soccorsi. E la centrale del 118 ha ritenuto opportuno inviare sul posto l’elisoccorso Pegaso per poter soccorrere il bambino nel minor tempo possibile. Nel frattempo, gli operatori sanitari del 118 – accompagnati dalle guardie del Parco della Maremma, che hanno fatto loro strada per oltre un chilometro e mezzo di itinerario – hanno raggiunto la famiglia a piedi e il loro intervento è intanto servito a tranquillizzare in parte la famiglia, che ha capito di poter contare su un aiuto concreto e veloce. Il bambino, che ai soccorritori è apparso visibilmente stordito dal veleno iniettato dal rettile, è stato issato con il verricello sull’eliambulanza, che si è diretta subito all’ospedale Meyer di Firenze, specializzato nell’assistenza sanitaria ai piccoli.


Nella drammaticità dell’episodio, è venuta comunque in soccorso ai genitori la loro buona conoscenza della lingua italiana. Un innegabile vantaggio, perché i genitori sono riusciti a farsi capire immediatamente dai soccorritori e hanno compreso facilmente cosa era necessario fare e come comportarsi. Il dialogo ha facilitato le operazioni ed è servito anche a stemperare in parte la tensione e l’apprensione. Già nel tardo pomeriggio di martedì, poi, il primo sospiro di sollievo: il bambino non era in pericolo di vita.

Ieri sera, 13 ottobre, è arrivata la conferma che le sue condizioni sono buone, anche se non gli permettono ancora di lasciare l’ospedale e sono tali da aver consigliato il personale medico alla permanenza nel reparto di terapia intensiva, una precauzione verosimilmente da ricondurre anche all’età del bambino. Nel giro di qualche giorni il piccolo dovrebbe lasciare l’ospedale. In questo periodo all’interno del Parco non ci sono visite guidate, ma gli itinerari hanno percorsi ben identificati e possono essere seguiti in autonomia anche da chi non è esperto di trekking.