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Grosseto, assessore e sindaco visitano la farmacia comunale: lettera di richiamo per tre dipendenti

Fabrizio Rossi, con Vivarelli Colonna, nel punto vendita dove lavora la madre: la donna e altre due rischiano la sanzione 

GROSSETO. Una visita del sindaco e di un assessore in campagna elettorale in una farmacia comunale della città. E qualche giorno dopo tre lettere di contestazione nei confronti di altrettanti dipendenti dello stesso punto vendita. Una di queste è indirizzata alla mamma di Fabrizio Rossi, indicato attualmente dalle “voci politiche cittadine” come prossimo vicesindaco – in seguito alla vittoria elettorale del confermato Antonfrancesco Vivarelli Colonna –, nell’ormai passata legislatura delegato al governo e alla pianificazione del territorio, all’edilizia, alle aree di edilizia popolare, al miglioramento agricolo e allo sport.

Ora sua madre, insieme a due colleghe, rischia una sanzione dalla Farmacie Comunali Riunite, la società per azioni che gestisce la rete di farmacie municipali in città. La lettera di contestazione alle dipendenti è arrivata in seguito ad alcuni atteggiamenti ritenuti scorretti – ai sensi del regolamento interno – che queste avrebbero tenuto durante la visita di sindaco e assessore.


LA STORIA

La vicenda ha inizio nella mattina di giovedì 23 settembre. Nella farmacia comunale all’interno del centro commerciale Gorarella, in via Enrico De Nicola, arrivano Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Fabrizio Rossi. Mancano pochi giorni alle elezioni del 3 e 4 ottobre. Non è chiaro il motivo della visita. E non è chiaro neppure perché sia stata scelta la farmacia di via De Nicola. I due entrano, vengono riconosciuti dai cittadini presenti e ricambiano i saluti. Dall’altra parte del bancone c’è Lucia Benocci, la mamma di Fabrizio Rossi. La lettera di contestazione inviata alla Benocci dice che lei avrebbe accompagnato il sindaco e il figlio assessore nel bagno privato della farmacia, per mostrare loro uno specchio rotto. Ma il regolamento di Farmacie Riunite spiega che non si possono portare persone non dipendenti negli spazi riservati ai lavoratori. Questa è la prima contestazione all’indirizzo di Lucia Benocci. Ma non finisce qui. Perché – sempre stando alla lettera a lei inviata dalla Spa che gestisce le farmacie comunali – avrebbe fatto entrare Vivarelli Colonna e il figlio, Fabrizio Rossi, nel magazzino della farmacia. Mostrando loro alcuni scatoloni a terra. Materiale che lei stessa avrebbe dovuto “smistare”. E qui scatta la seconda contestazione nei confronti della Benocci: per non aver svolto il suo lavoro nei tempi stabiliti.

LE COLLEGHE RICHIAMATE

La visita di sindaco e assessore alla farmacia comunale in via De Nicola rischia, quindi, di lasciare strascichi all’interno del personale del punto vendita. E qualcosa è già accaduto. La direttrice della farmacia, Cristina Marsili, è stata spostata in un altro punto vendita, e sostituita dalla dottoressa Cecilia Ronconi. Anche per Marsili è arrivata la lettera di richiamo, seppure fosse assente nel momento della visita di sindaco e assessore. Nei suoi confronti la Farmacie Riunite ha agito “di prassi”, considerato il suo ruolo apicale nella farmacia comunale numero 2. La terza dipendente richiamata è Francesca Bacconi. A lei l’azienda contesta di essersi allontanata dal bancone per seguire la Benocci nei locali interni della farmacia, insieme a Vivarelli Colonna e Rossi, a discapito della clientela in attesa.

ORA COSA SUCCEDE?

Le lettere di richiamo sono state inviate tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. La norma dice che i dipendenti hanno sette giorni di tempo per rispondere alla contestazione, dalla ricezione della lettera. Tutte e tre le lavoratrici lo hanno fatto, anche se non è possibile conoscere le giustificazioni che hanno fornito in relazione al loro atteggiamento ritenuto non attinente al regolamento interno. Di sicuro, la Farmacie Comunali Riunite ha 30 giorni di tempo per decidere se procedere o meno con una sanzione. Ed eventualmente con quale tipo di sanzione.

IL PROFILO DELL’AZIENDA

La Farmacie Comunali Riunite Spa è un’azienda partecipata. Il 49 per cento della società per azioni appartiene alla Farvima, soggetto del mondo medicinale di rilievo nazionale. Il 50,61 per cento è “nelle mani” del Comune di Grosseto, e la restante piccola quota è del Comune di Scansano. Il presidente di Farmacie Comunali Riunte è Leonardo Lazzerini, l’amministratore delegato, invece, è Renato De Falco. La direttrice dell’azienda è Simona Laing. Le farmacie comunali a Grosseto sono sette. Di queste, sei sono in città, mentre una si trova nella frazione di Batignano. E sarà proprio la Farmacie Comunali Riunite a decidere il futuro delle tre lavoratrici richiamate dopo la visita del sindaco e dell’assessore.

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