Tesoro di Montecristo, l'imprenditore naufrago rimane in silenzio di fronte agli inquirenti

Davide Pecorelli, a sinistra, insieme all'avvocato Giancarlo Viti di Perugia

Davide Pecorelli si è avvalso della facoltà di non rispondere: l'avvocato ha riferito di non essere a conoscenza dell'indagine per ricettazione a carico del suo assistito

PORTO SANTO STEFANO. Silenzio. Nulla di più. Non ha parlato ed è stato circa un’ora nella caserma dei carabinieri di Porto Santo Stefano, dove era stato fissato l’interrogatorio, nella mattina di martedì 12 ottobre, Davide Pecorelli, l’imprenditore aretino scomparso e ritrovato dopo 9 mesi al largo di Montecristo su un gommone.

Accompagnato dall’avvocato Giancarlo Viti di Perugia, Pecorelli si è presentato alla caserma dei carabinieri di Porto Santo Stefano alle 9,30 per rispondere alle domande dei carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto. Ma Pecorelli, indagato per ricettazione, non ha risposto agli investigatori. «Non eravamo a conoscenza dell’indagine per ricettazione», ha detto l’avvocato Viti. La Procura di Grosseto nei giorni scorsi ha notificato al 45enne ex arbitro di calcio l’avvio di un’indagine per ricettazione delle monete d’oro rubate nel 2019 a San Mamiliano di Sovana (dal valore di circa 400mila euro).