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Muore in auto a 31 anni, il ricordo dell’amico: «Le nostre chiacchierate e quel sogno nel cassetto, addio Amir»

Nella foto la macchina dopo l'incidente e la vittima Amir Berikaa (Foto AgenziaBF)

La tragedia sulla Castiglionese poco prima del bivio per Cernaia: stava tornando a casa dopo una serata con gli amici. La ricostruzione dell'incidente

GROSSETO. «C’è una cosa che di lui non dimenticherò mai. Una frase che mi rammentava sempre». La voce trema. Sono circa le dieci di mattina. Sono passate solo alcune ore da quella telefonata tremenda. Per annunciare la tragedia. «Diceva che lui si faceva in quattro per tutti perché aiutare la gente lo faceva stare bene. Diceva che era la sua natura. In queste parole c’è tutto Amir. Il mio amico. Che ora non c’è più. È incredibile. Non può essere vero».

Maximiliano Mascelloni ha 37 anni. È di Grosseto. Fa il geometra. Era uno dei migliori amici di Amir Berikaa. Lui di anni ne aveva 31. Qualche lavoretto per tirare avanti. E un grande sogno. «Voleva sfondare nel mondo della comunicazione e del marketing», racconta Maximiliano. «Ci credeva un sacco», ricorda. Ambizioso, generoso, con un cuore immenso. «Sono sicuro che stava parlando dei suoi progetti anche domenica sera (10 ottobre, nda), prima di quel maledetto incidente».


Amir è morto al chilometro 6,7 della Castiglionese. Poco prima del bivio per Cernaia. Alle 2 di notte di lunedì 11 ottobre. «Stava tornando a Grosseto dopo una serata passata con gli amici nella zona di Castiglione della Pescaia», dice Maximiliano. Sedeva al posto del passeggero di una Bmw guidata da un amico, che è uscita fuori strada ed è finita nei campi a lato della carreggiata. Distrutta. Il conducente, 55 anni, è in ospedale: le sue condizioni non sono gravi. I sogni di Amir – invece – si sono spezzati per sempre. Italo-egiziano, Amir era arrivato a Grosseto pochi anni fa. Aveva conosciuto una donna, che poi aveva anche deciso di sposare. Le cose non erano proseguite bene tra loro. «Ma erano rimasti in ottimi rapporti», puntualizza Maximiliano. Resta da capire come abbia fatto l’auto a finire fuori strada. Di sicuro, la carambola è stata violentissima. Il motore è stato ritrovato dai carabinieri – intervenuti insieme alla Croce rossa e ai vigili del fuoco – a decine di metri di distanza dalla vettura. Il corpo è all’obitorio, a disposizione della magistratura. L’auto è stata messa sotto sequestro e affidata alla carrozzeria Sciuto.

«Quando mi capitava di avere una giornata storta – racconta ancora l’amico geometra –, lo chiamavo e parlavo a lungo con lui. Mi lasciava sfogare, mi ascoltava. E poi trovava sempre il modo per chiudere con una battuta e farmi ridere di gusto. Era unico». I genitori di Amir non abitano in città. All'alba di lunedì 11 ottobre sono stati avvertiti e si sono messi in viaggio verso Grosseto.

«Era un creativo, sono sicuro che sarebbe riuscito nel suo progetto. Sapeva comunicare – spiega ancora Maximiliano –, sapeva capire le persone, era un artista. Era come Charlie Chaplin, un genio assoluto». Maximiliano e Amir si sentivano spesso. Capitava che uscissero a bere qualcosa, a parlare della vita. «E Amir era bravo a portare tutto su un piano “leggero” – ribadisce il suo amico –, offriva il suo punto di vista sulle cose, e diceva che una soluzione si trova sempre. A qualsiasi problema. Il mio problema, ora, è che lui non è più con me. E mi manca già tantissimo».

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