La politica secondo Antichi: «Il centrodestra cambierà, e per la giunta di Grosseto c'è una soluzione»

Alessandro Antichi, ex sindaco di Grosseto, oggi uomo "ombra" di Forza Italia (Foto AgenziaBF)

Su Luca Agresti, suo pupillo nel mondo Forza Italia maremmano: «Persona di destra, ma aperta, istituzionale e rispettosa, che ha ben operato come assessore. E al quale ho dato volentieri una mano per quel che ho potuto»

GROSSETO. Ad Alessandro Antichi piacerebbe svolgere il ruolo di padre nobile del centrodestra grossetano, ma sa di non poterselo permettere «perché fare politica seriamente richiede applicazione, molto tempo e presidio del territorio. E io sono molto impegnato col lavoro», quello di avvocato. Però proprio in disparte non c’è stato in queste ultime elezioni amministrative. Ritrovando la «motivazione a dare una mano a Forza Italia», che a Grosseto ha fondato, perché ha trovato «un bell’ambiente, con persone motivate per il futuro, consapevoli di essere in questo momento un piccolo partito ma con un ruolo politico da giocare».

Ambiente in cui ha individuato il suo pupillo in Luca Agresti. «Persona di destra, ma aperta, istituzionale e rispettosa, che ha ben operato come assessore. E al quale ho dato volentieri una mano per quel che ho potuto». L’avvocato, che si è re-iscritto a Forza Italia dopo il purgatorio conseguente al suo accantonamento nel 2015 da parte dell’allora coordinatore regionale di Forza Italia, Stefano Mugnai, oggi si gode evidentemente il ritrovato gusto per la politica. E anche se non vuole fare ufficialmente il "papa nero" del centrodestra grossetano, ha diverse cose interessanti da dire. Soprattutto a quelli che giocano nel suo campo, con la serenità che gli consente un ruolo ufficioso. E non sono tutte carinerie.

Intanto - argomenta - «penso che entro un anno, un anno e mezzo, il centrodestra si riorganizzerà con una componente liberale più in sintonia con le idee di Mario Draghi, e una componente di destra più identitaria. Come in fondo è sempre stato». Un riequilibrio che, è chiaro, Antichi vede di buon occhio, con il superamento della sbronza sovranista seguita al successo della Lega. Che dal suo punto di vista è stata all’origine dei clamorosi flop dei candidati di Castiglione della Pescaia, Capalbio e Scansano. «Mi pare chiaro che ci sia stato un deficit di visone della Lega e di un pezzo di FdI, dovuto alla mancanza di conoscenza del territorio e delle sue dinamiche. Basta vedere l’andamento delle preferenze - chiosa sarcastico - con gli elettori che hanno fatto piazza pulita di certi personaggi sopravvalutati e imbarcati nel momento di ascesa. L’errore è stato andare dietro all’onda dell’emotività pensando che i sondaggi sulla politica nazionale si traducessero automaticamente nel consenso alle amministrative. Imponendo candidati senza radicamento, senza un ragionamento di sostanza politica».

Tutt’altra situazione nel Comune capoluogo. «Antonfrancesco Vivarelli Colonna - spiega - ha vinto bene una battaglia politica non scontata, che nelle battute finali ci ha creato qualche apprensione, perché il centrosinistra aveva messo in campo, anche se all’ultimo tuffo, un progetto serio e visibile. Alternativo al nostro. Vivarelli Colonna ha vinto con la sua capacità di governo. Di stare in mezzo alla gente ascoltando i bisogni della città. È uno che lavora molto, studia e non si fa trovare impreparato. Ha fatto cappotto per il suo profilo di amministratore competente». Quanto ai problemi di quadratura del cerchio nella composizione della giunta che il sindaco ha in questo momento, antichi e lapidario. «Ha forse il problema di fare una dieta, che è sempre meglio di avere il problema di mettere insieme il pranzo con la cena. Penso che il sindaco abbia già in mente una soluzione, che a breve renderà nota». D’altra parte, sempre secondo l’ex primo cittadino, «Grosseto è culturalmente una città di centrodestra, sin da quando governava la sinistra, con Psi, Dc e Msi che avevano percentuali molto superiori al resto della Toscana. Sono convinto - è la sua stoccata finale - che nel 2006 e nel 2011 Bonifazi abbia vinto solo perché noi abbiamo sbagliato i candidati, con Bellettini e Lolini». Parole di miele, invece, antichi le riserva al leader di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi. «È un politico equilibrato, che sa ascoltare e con il quale si può parlare. Ha alle spalle un partito strutturato e ha un radicamento personale in città».

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