Castiglione saluta il re della barca a vela È morto Vasco: genio, fantasia e passione

Venerdì il ricovero in ospedale, fino al dramma di ieri mattina: i ricordi di chi ne ha apprezzato l’estro e lo spirito battagliero

Enrico Giovannelli

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La notizia della scomparsa di Vasco Donnini, storico imprenditore, costruttore di barche e velista conosciuto in tutto il mondo, si è sparsa in un baleno ieri mattina a Castiglione della Pescaia, lasciando tanta commozione e dispiacere in tutta la comunità.


Donnini, nato nel 1934, è stato uno di quei personaggi che ha fatto la storia del paese costiero. La sua vita è un viaggio di avventure, condito dalla genialità con cui ha sempre pensato al suo lavoro, che per lui era divertimento allo stato puro. Impossibile elencare quel che ha combinato Vasco, un uomo che non si fermava mai, sempre pronto a regalare sorprese in ogni circostanza. Con il suo carattere e il suo cappellino, riconoscibilissimo.

Nella serata di venerdì Donnini ha accusato un malore e ieri all’alba si è spento all’ospedale di Grosseto. Sui social la notizia è diventata virale. Il club velico di Castiglione ha subito postato le condoglianze a nome del presidente, Carlo Pistolesi, che ha poi commentato. «Solo qualche giorno fa stava preparando le canne da pesca che voleva portare con sé per la regata che doveva concludere il trofeo del campionato sociale d’altura e Trofeo Mar di Maremma. Abbiamo deciso di annullare tutto – ha concluso Pistolesi – e issare a mezz’asta la bandiera del Cvcp in onore di Vasco, un uomo istrionico e geniale». Basterebbe ricordare, anche per far capire il “coinvolgimento” di Donnini, che è stato lui insieme a un altro illustre castiglionese – Renzo Guidi – a far provare la “vera” vela a Patrizio Bertelli, il patron di Luna Rossa.

«La passione per la vela mi è nata nei primi anni Settanta, quando venivo a Castiglione e fui invitato a una regata notturna a Porto Ercole, di quelle promosse dalla regina d’Olanda. Fu un’esperienza molto divertente – ha confidato Bertelli in un’intervista – e da lì ho iniziato a regatare, e dopo due anni mi sono regalato una piccola barca da regata di 7 metri e mezzo. Poi ho conosciuto Vasco Donnini, e ho comprato la sua barca facendoci le regate insieme».

La stessa famiglia Guidi ha postato le condoglianze, ricordando la figura di Donnini con decine di messaggi di cordoglio. E poi, in ordine sparso, una pioggia di omaggi da parte di chi ha collaborato con Vasco, che andava sempre spensierato in bicicletta. Alessandro Scalambra con la sua veleria preparava le “armi” per le “battaglie” in mare. Oggi celebra così un personaggio incredibile.

«Non so davvero da dove cominciare. Insieme al suo babbo hanno “inventato” la bombola di ossigeno e acetilene per saldare, una novità dopo la seconda guerra mondiale, forse scopiazzata dagli americani, ma che fu brevettata con successo, con lo stabilimento per la produzione portato poi a Grosseto».

Scalambra non si ferma: «Di ricordi ce ne sono a tonnellate. Da giovane Vasco faceva il pilota con i kart, e tagliando la base di una carriola costruì il sedile per guidare, rendendo più stabile e aerodinamica la guida rispetto agli altri. Per risparmiare peso partiva con meno benzina e soffiando con un tubo nel serbatoio evitava che il carburatore funzionasse sempre al meglio. E poi altra clamorosa idea – racconta sempre Scalambra – fu la poppa aperta sulle barche a vela, sfruttando i buchi del regolamento che poi è diventata quasi una regola, anche questa lasciando il segno, aprendo nuove strade ai costruttori; come usare le 10 lire al posto delle rondelle, più economiche e leggere dell’acciaio».

Emblematico anche il ricordo di Michele Tognozzi, allenatore della squadra Laser del Club velico Castiglione della Pescaia: «Vasco è stato un personaggio impertinente, eccentrico, genialoide, che ha fatto impazzire gli stazzatori di mezzo mondo». E proprio la vela, uno degli amori di Donnini, gli ha regalato soddisfazioni incredibili, portandolo a regatare in ogni latitudine, e riscuotendo sempre credito per le sue brillanti “diavolerie” da vero inventore. Anche qui gli aneddoti sulle sue performance, condite anche da clamorose squalifiche, vengono tutt’ora raccontate in moltissimi porti.

Vasco Donnini Lascia la moglie Giuly e i due figli, Rinaldo e David. I funerali si svolgeranno mercoledì per permettere ai tanti amici e parenti di raggiungere Castiglione della Pescaia, anche dall’estero.

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