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Cosci il benefattore compra l’ex forno. Lo dona alla Pro loco per la nuova sede

Valeriano Cosci, 94 anni

Il gesto del 94enne ex assicuratore originario del paese «Per me è un piacere sentire la gratitudine della gente»

CANA. «Le donazioni sono per me un piacere, un atto naturale». Valeriano Cosci, il novantaquattrenne ex assicuratore originario di Cana, salito alla ribalta della cronaca un anno e mezzo fa per una importante donazione (alle quale ne fa fatto seguito un’altra ancora più consistente) al Comune di Roccalbegna per la realizzazione di un condominio sociale, ha fatto felice in questi giorni anche l’associazione Pro loco che grazie al suo benemerito compaesano potrà avere una sede nuova.

«Da qualche tempo - spiega Cosci, che vive a Grosseto - stavo seguendo l’asta di un vecchio forno, che ha gli spazi giusti per la Pro loco. La base d’asta dopo il fallimento del proprietario era di 350mila euro, io l’ho preso a 70mila anche se sarei potuto scendere fino a 50mila. Ci sono anche tre piccole stanze che riservo per me, per conservare i miei cimeli, i documenti una vita che vorrei fossero tramandati alle generazioni future, a chi come me ha a cuore il borgo di Cana».

I primi ringraziamenti per questo generoso lascito arrivano dalla presidente della Pro loco, Lucia Tosini: «Caro Valeriano avrei voluto farti una festa, un discorso, una targa alla presenza di molti canesi... ma la gestione del Covid ha sconvolto ogni programmazione». «Cosci ha tenuto conto anche del nostro bisogno, che è nato dalla donazione modale al Comune, lo stabile, di proprietà comunale, che andrà ad ospitare il condominio sociale è la nostra sede storica e, ben felici per la realizzazione di un’opera importante per Cana, ci siamo trovati, per così dire, "sotto i ponti", ma Valeriano ci è venuto in soccorso, donandoci i soldi per un immobile adeguato per dimensioni e posizione strategica».

«Per me è un piacere - sottolinea Valeriano Cosci - Mi fa piacere sentire la gratitudine della gente. Sono stato fin da ragazzino rispettoso per la moneta, che ho considerato come una cosa sacra. Un’eredità questa che ho preso da mia mamma, che era tirata come me». «A gennaio - aggiunge - festeggerò 95 anni. Non posso certo portarmi dietro i risparmi di una vita, per cui ho ritenuto doveroso condividerli con i miei compaesani per rendere più bello il mio paese d’origine. Il resto lo lascerò a mio figlio Emanuele che oggi ha sessant’anni ed è ospite della casa-famiglia Il Sole dopo essere stato a Roccastrada. Lui, dopo che sono rimasto vedovo nel 1998, è la mia vita. È un uomo che ha solo bisogno di affetto e carezze. La sua condizione mi crea grande dolore, ma ogni volta che gli tocco la mano tocco il cielo con un dito».

La storia di Valeriano Cosci inizia negli anni Quaranta: «Mio padre era sorvegliante alla miniera di Cana e io a quindici anni entrai per dieci lire al giorno per selezionare il carbon fossile. Un giorno, per salvare i compagni di lavoro, mio babbo scese nel pozzo, anche se era fuori servizio, ma fu portato alla morte dal grisù». «Per ricordare il suo gesto eroico - prosegue Cosci - ci fu consegnata una medaglia d’oro a firma Benito Mussolini. A me pensò il sindaco di Grosseto, Scaramucci, originario di Cana, che mise una buona parola per un lavoro di "scribacchino" a Baccinello. Non mi davano molto, per cui cercai altre strade, diventai anche segretario del partito monarchico. Andando per il corso vidi una società assicurativa e riuscii a strappare un impiego per tre mesi. Avevo stoffa e da lì il passo all’assicurazione dell’agricoltura, vicina alle Generali, fu breve. Sono rimasto in quel posto per più di trent’anni fino al 1996. Una volta in pensione ho iniziato a girare e mi sono costruito una villa a Cana in una posizione bellissima con un panorama da favola, che ho già messo nel testamento per la Pro Loco».

Cosci si è costruito un bel gruzzoletto grazie al fiuto degli affari, sia come assicuratore ma anche per qualche bella iniziativa immobiliare. «A Marina di Grosseto acquistai con 24 milioni di lire una villa che ne valeva 40. Aspettai che abbassassero e poi la ricostruii tutta. Me la sono goduta per un po’, poi l’ho affittata anche per lunghi periodi, rivendendola a un miliardo e mezzo di lire».

Valeriano, che vive da solo in casa, coadiuvato da Tiziana Galli la sorella del sindaco di Roccalbegna, che segue con qualità materne anche Emanuele, ha contribuito anche alla statua del Guerriero di Cana, inaugurata sabato. «Ma potrebbe essere non finita qui, probabili altre sorprese».

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