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Sorpresa, i cassonetti non sono intelligenti. Multe per 40mila euro in soli cinque mesi

Sacchi dell’immondizia abbandonati in via Damiano Chiesa, la batteria dei cassonetti in via Monterosa, l’apertura spalancata del bidone dei rifiuti indifferenziati in via Brigate Partigiane e l’apertura del cassonetto dei rifiuti indifferenziati bloccata da una valigia in via Calabria

Grosseto. Rifiuti abbandonati accanto alle nuove postazioni, sacconi incastrati. Petrucci: «Troppi evasori senza tessera magnetica»

GROSSETO. Non chiamateli “intelligenti” perché non hanno dotazioni straordinarie: sono semplicemente informatizzati. Avrebbero dovuto rappresentare la nuova frontiera della raccolta urbana dei rifiuti i cassonetti informatizzati che sono ormai 500 in tutta la città: l’80 per cento di essi sono utilizzabili solo mediante tessera magnetica mentre il restante 20 per cento – sono quelli comparsi in strada di recente – non sono ermeticamente chiusi e (per ora) i rifiuti si possono gettare all’interno di essi abbassando semplicemente la leva che hanno alla base. Tema da campagna elettorale – Potere al popolo, per esempio, è intervenuto di recente – oggetto di decine di segnalazioni da parte dei lettori del Tirreno e in genere dei cittadini (civili), i cassonetti battezzati infelicemente, col senno di poi, intelligenti non hanno ancora prodotto quella rivoluzione tanto invocata della pratica di gettar via il rifiuto domestico.

MINI TOUR


Dopo le (comprensibili) lamentele di alcuni grossetani che si recano al cassonetto e lo trovano bloccato e/o maleodorante per l’immondizia abbandonata nelle vicinanze e dopo l’intervento di Potere al Popolo che osserva che «gli amministratori di Grosseto, come quelli di altri Comuni della provincia, hanno voluto introdurre i cassonetti affatto “intelligenti”, abbandonando la raccolta porta a porta, che invece consente una verifica puntuale», Il Tirreno ha deciso di fare un mini viaggio tra le nuove postazioni dei rifiuti. È il tardo pomeriggio di lunedì 20 settembre e ci sono sacchi di immondizia abbandonati accanto ai cassonetti informatizzati di via Monterosa, di via Brigate Partigiane, di via Damiano Chiesa, di via Calabria; non solo: l’apertura del bidone per i rifiuti indifferenziati è spalancata (e così non deve stare) in via Brigate Partigiane mentre è bloccata da una valigia con tanto di rotelle per il traino in via Calabria. E questa è la punta dell’iceberg di un fenomeno denunciato quotidianamente dai cittadini.

I FURBETTI DELLA TASSA

Va da sé che ci sono anche cittadini che gettano via i rifiuti in maniera corretta ma ovvio è che saltino all’occhio quelle isole ecologiche dove ciò non avviene. «Su 500 postazioni – spiega l’assessora all’ambiente Simona Petrucci – si rilevano criticità su di una trentina: si tratta per lo più di quelle posizionate di recente (per esempio, in via Damiano Chiesa) a cui se ne aggiungono alcune “storicamente” recidive (per esempio, via Prati)». Questo il quadro. «Il 99 per cento di chi non conferisce i rifiuti correttamente – osserva ancora Petrucci – è rappresentato da coloro che non sono in possesso della tessera magnetica in quanto sono evasori», ovvero non pagano la tassa sui rifiuti e quindi, non avendo “la chiave”, li abbandonano nei pressi dei bidoni, «e rappresentano il sette per cento degli utenti» valore che è considerevole. «Poi ci sono anche casi in cui – aggiunge l’assessora – i cassonetti non vengono svuotati frequentemente perché i mezzi di Sei Toscana non possono portare a termine il lavoro perché ci sono auto parcheggiate in doppia fila: succede, per esempio, dalle parti di via Sauro, in una stradina molto stretta».

SI DIFFERENZIA O NO?

Uno dei problemi più frequentemente segnalati dai cittadini riguarda l’apertura bloccata dei bidoni perché c’è chi pretenderebbe di infilarci i vecchi maxisacconi da immondizia: «Succede soprattutto per il cassonetto dei rifiuti indifferenziati – dettaglia Petrucci – La bocchetta è piccola, perché si deve differenziare, ma può raccogliere comunque 40 litri, è la capienza più grande che esista sul mercato. Ai cittadini dico: se trovate il cassonetto guasto o bloccato, dovete segnalarlo al gestore, cioè a Sei Toscana».

PIOGGIA DI SANZIONI

In città sono sguinzagliati sette ispettori ambientali che si appostano nei pressi delle batterie: da maggio a settembre hanno multato i cittadini per 40mila euro, per abbandono dei sacchi (la sanzione è di 500 euro) e per “conferimento fuori dall’area di pertinenza. Così è: «Dispiace, però – conclude Petrucci – che si debba ricorrere alle multe» per far acquisire le buone abitudini. Insomma, l’obiettivo della rivoluzione sul fronte rifiuti grazie al cassonetto “intelligente sembra ancora lontana. E c’è chi si chiede –Potere al popolo, per esempio – se non fosse stato meglio optare per il porta-a-porta, riconosciuto universalmente come piuttosto dispendioso ma che forse a lungo termine, chissà, può “dare soddisfazioni”.

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