Monte Argentario, 320 bimbi senza mensa: «Non si possono servire i pasti al banco»

Bambini a mensa: un momento che non sarà concesso agli studenti del Sant'Andrea di Porto Santo Stefano (Foto d'archivio)

La vicenda singolare del Sant’Andrea di Porto Santo Stefano: i genitori sono sul piede di guerra

MONTE ARGENTARIO. Questa mensa non s’ha da fare. I 320 bambini della scuola elementare Sant’Andrea di Porto Santo Stefano, nell’unico giorno di rientro previsto non avranno la mensa. Una decisione che ad alcuni genitori non vuole proprio andare giù. «La questione dell’orario delle scuole di Monte Argentario rimane un problema per le famiglie - dicono alcuni genitori - nonostante l’interessamento dell’assessore Mirko Costaglione. E nonostante le rassicurazioni del funzionario sanitario sulla possibilità di svolgere il servizio mensa al banco, anche il provveditore, Michele Mazzola, - aggiungono i genitori - dopo un sopralluogo, ha convenuto che a causa dell’elevato numero di studenti - adesso non più la sezione del tempo prolungato ma tutti gli alunni delle scuole elementari, a seguito del passaggio all’orario a 27 ore su cinque giorni approvato dal consiglio d’istituto - il servizio mensa non è attivabile per la mancanza di spazi da destinare agli alunni nel momento delle necessarie sanificazioni. L’assessore - aggiungono i genitori che stanno lottando per la mensa - ha promesso incontri cadenzati per valutare la riattivazione, alla luce dell’evoluzione della pandemia e comunque la valutazione di possibili alternative quali il potenziamento a costi contenuti del servizio di trasporto pubblico».

Mamme e babbi, però, non si arrendono e sono determinati a rinnovare, anche all’ispettorato provinciale, la richiesta di uniformazione dell’orario a quello applicato nelle altre scuole del circondario attraverso sopralluoghi anche alla presenza del responsabile sanitario per dar voce alle esigenze di chi ha richiesto il sabato a scuola. «Resta infatti - commenta l’avvocata Lucia Scotto, che ha curato la raccolta firme presentata a suo tempo per la riattivazione del servizio mensa nella sola sezione a tempo prolungato - il rammarico sia per l’anno scolastico ormai trascorso senza che chi aveva scelto la mensa abbia potuto godere del servizio invece attivabile, sia del mancato coinvolgimento nei sopralluoghi, anche da parte dell’ispettore, dei genitori e del funzionario sanitario che si era reso disponibile a valutare tutte le possibili soluzioni, avendone piena competenza. Quanto all’orario divenuto ormai definitivo e viste le difficoltà logistiche legate al trasporto pubblico e al necessario scaglionamento degli ingressi e delle uscite - conclude l’avvocata - verrà tenuto monitorato il rispetto del monte ore effettivo di istruzione, cui i bambini hanno pieno diritto».

La dirigente scolastica, Rosa Tantulli, spiega che «per la mensa non ci sono le condizioni. Se in altre scuole mangiano al banco non vuol dire si possa fare nella nostra scuola. Ogni scuola si cuce addosso il vestito più adatto». Il sindaco, Franco Borghini, ribadisce la disponibilità del Comune «a sostenere le spese aggiuntive qualora il servizio fosse ritenuto fattibile dalle autorità scolastiche».