Vivarelli Colonna vuole il bis: "Irrazionale non avere continuità amministrativa"

La lista civica Vivarelli Colonna sindaco (foto Agenzia Bf)

Il sindaco uscente presenta la sua squadra civica:  "Abbiamo realizzato il 99,9% del programma"

GROSSETO. «Nei prossimi cinque anni vi stupiremo con effetti speciali». Antonfrancesco Vivarelli Colonna presenta la sua squadra, quella più intima, quella davvero sua: la lista Vivarelli Colonna sindaco. Una lista che, della coalizione Bellissima Grosseto, con Lega, Fdi e Fi è la colonna civica, ancorché, ed è la novità rispetto al 2016, per l’appuntamento di ottobre si è data una struttura politica, come spiega il coordinatore Roberto Baccheschi e come ribadisce Vivarelli Colonna: «Mi considero l’ala moderata della coalizione». All’interno di questa struttura, 19 donne e 13 uomini, una «lista eterogenea con uomini e donne di tutte le età, competenze diverse e tanta voglia di fare», molti con lui già nel 2016.

La presentazione si è tenuta nel giardino del ristorante Lux di via Orcagna, per l’occasione allestito con tavoli apparecchiati, palco, gigantografia del sindaco all’ingresso, banchetto con i gadget – cappellini, spille, mascherine e dépliant – e angolo di musica live. Una specie di miniconvention in stile Usa e, di certo, l’energia del sindaco uscente ricorda molto quella dei candidati d’oltreoceano: «Mi voglio sacrificare perché combatto la menzogna da quando sono nato»; «Basta con le bugie e la diffamazione del centrosinistra, come la polemica sui centri commerciali. Ognuno di voi – dice ai candidati – come un carrarmato deve andare a spiegare cosa ha fatto l’amministrazione».


Lui stesso dichiara di aver portato a compimento «il 96 per cento del programma del 2016» e rivendicando di avere «il 99,9 per cento delle delibere di giunta approvate all’unisono» partendo dall’aggiudicazione di fondi pubblici, con un lungo elogio all’assessore Riccardo Ginanneschi, «l’uomo del reperimento fondi». Vivarelli Colonna ricorda l’abbattimento dell’ecomostro delle terme di Roselle, la costruzione di piste ciclopedonali, la recentissima aggiudicazione di 15 milioni di euro per il Pinqua, e annuncia le opportunità di sviluppo che arriveranno con i fondi del Pnrr, «ben 153 milioni di euro – dice – Non sarebbe razionale non avere continuità amministrativa. E infatti vinceremo al primo turno».

Parole di elogio anche per Fausto Turbanti, assessore alla sicurezza: «Nel 2019, in epoca pre-Covid, il Viminale ci dice che a Grosseto i reati sono diminuiti del 33 per cento. Sono spariti gli abusivi da Marina e Principina, non ci sono più spacciatori sulle Mura e abbiamo la migliore polizia municipale d’Italia». Un saluto speciale all’assessora Chiara Veltroni che non si ricandiderà, ma era tra il pubblico a supportare una candidata speciale, la mamma Tamara Bernardini.

Sui passaggi più critici del suo mandato, Vivarelli Colonna si dimostra sicuro: «I pini di viale Mascagni andavano tagliati per la sicurezza». Quanto a lavori pubblici non ancora eseguiti, ad esempio il rifacimento delle strade a Marina, Vivarelli Colonna dà la colpa al governo Renzi «che ha tagliato i fondi ai comuni». Rispondendo poi a una domanda del Tirreno sull’ex cinema Marraccini, per il quale cinque anni fa si era impegnato a valutare la possibilità d’acquisto da parte del Comune, spiega che «gravi problemi ipotecari hanno reso impossibile l’azione della pubblica amministrazione, ma resta nel nostro mirino».

Parole chiare infine su Confartigianato che, caso forse unico in Italia, da associazione di categoria ha deciso di appoggiare apertamente Vivarelli Colonna e ha espresso come candidata Viola Lamioni, figlia del presidente Gianni Lamioni. «Un’operazione politica importante – la definisce Baccheschi –. Confartigianato si schiera e questo ci riempie d’orgoglio, perché se un’associazione di qualche migliaio di imprese e artigiani decide di schierarsi in modo aperto significa che l’attività del sindaco è apprezzata». Aggiunge Vivarelli Colonna: «L’inclinazione delle associazioni c’è sempre stata. Si sa a chi sono vicini questi e quelli», e ne cita alcune. «Confartigianato ha avuto il coraggio di dirlo apertamente». Alla domanda del Tirreno su quale sarà l’atteggiamento verso le imprese che fanno capo ad altre associazioni, «siamo equidistanti – dice il sindaco – lo stiamo stati finora e lo saremo. I bandi sono pubblici e aperti a tutti. È Confartigianato che ha fatto l’endorsement; questa domanda riguarda più loro che me», dice il sindaco. La prende con sarcasmo Lamioni, che esce dal pubblico e, guadagnato il microfono, fa la battuta: «Ma no, non è andata così. Eravamo da un notaio e abbiamo firmato un contratto per cui tutti i lavori andranno alle imprese di Confartigianato». Una risata del pubblico scioglie la tensione.