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Castiglione, l'imprenditore lotta con il ladro: «Mi ha chiuso fuori di casa per rubarmi tutto»

Maurizio Cini, l'imprenditore che ha lottato con il ladro entrato nella sua abitazione

Il racconto di Maurizio Cini, che ha dovuto fare i conti con due malviventi che si sono intrufolati nella sua abitazione

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Si dice che i gatti abbiano sette vite. A volte però questa benefica caratteristica si trasmette anche agli umani che vogliono loro bene. E, se non si tratta di salvare loro la vita, per lo meno può succedere che ne salvino un pezzettino. È quello che è successo nel pomeriggio di domenica 12 settembre all’imprenditore castiglionese Maurizio Cini, noto ristoratore maremmano con locali a Grosseto e a Castiglione. È proprio grazie a Pepe e a Boss, i suoi due mici, se Cini ha potuto sventare un furto in casa propria, un appartamento in una villetta a schiera a Castiglione, sorprendendo i ladri mentre, probabilmente, si erano appena intrufolati in casa e addirittura ingaggiando un confronto, seppur a distanza, con uno di loro. Un’esperienza che, se non fosse addolcita dalla tenerezza delle due bestiole, è stata un incubo. «Io a quell’ora a casa non ci dovevo essere - spiega Cini, ancora scosso dall’esperienza -, ma sono rientrato per dar da mangiare ai gatti. Erano le 17. Sono entrato dalla taverna e ho sentito che, in casa, c’erano dei rumori». A quell’ora Cini sapeva che in casa non doveva esserci nessuno. I rumori lo insospettiscono. Cini si dirige verso la porta di legno massello che dalla taverna conduce all’appartamento: «Ho provato ad aprire, ma ho sentito una resistenza da dentro. Era uno dei ladri che cercava di tenere chiusa la porta». A dividere il proprietario di casa dal ladro c’è solo una porta. L’intruso è a pochi centimetri di distanza, la sua mano puntata sulla porta per fare resistenza. Per Cini un incubo che diventa angosciosa realtà. Ma non è tutto.

«Ho sentito dei rumori da fuori - racconta ancora l’imprenditore -, il ladro aveva un complice all'esterno. E così mi sono ritrovato accerchiato: non sapevo se continuare a cercare di entrare in casa dalla taverna, oppure andare fuori». A un certo punto Cini riesce a sbloccare la porta. «Ho sentito che il ladro ha lasciato la presa e ce l’ho fatta ad aprire - racconta Cini - ma lui è rientrato velocemente in sala e si è buttato giù dalla terrazza, correndo via con il complice». La casa è finalmente salva, ma il cuore batte a mille, il fiato è corto, la paura non molla la sua presa. «Ho chiamato i carabinieri - dice Cini - e ho fatto un breve giro per capire se mancava qualcosa». Il sospetto è fondato: «Avevano portato via le chiavi del Range Rover e della Mini appena comprata», racconta l’imprenditore. I ladri si lasciano dietro anche due porte danneggiate. «I carabinieri hanno preso le impronte - racconta Cini - e vediamo se si riesce a capire chi sono. Dei vicini, invece, nessuno si è accorto di niente. Del resto, credo che i ladri siano stati pochissimo dentro casa». La notte l’imprenditore l’ha passata in bianco. «Temevo venissero a rubarmi le auto, non ho chiuso occhio. Oggi (lunedì 13 settembre, nda) farò cambiare le serrature alle auto. Ma così non può andare avanti. Questa è la quarta o quinta volta che mi rubano in casa in dieci anni. Stavolta ho davvero intenzione di fare richiesta per prendere la pistola».

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