Pesce povero e “sinestesie culinarie” Il libro delle supercuoche del Pozzarello

MONTE ARGENTARIO. Dalle acciughe del pastore alla zuppa di sarde e finocchietto. È stata una straordinaria e prelibata serata all’insegna dell’arte della cucina quella di venerdì 10 settembre al Centro studi don Pietro Fanciulli a Porto Santo Stefano, in compagnia del gruppo di maestre e studiose del Pozzarello che sotto un bel cielo stellato di fine estate hanno presentato con entusiasmo il loro secondo elaborato sulla cucina dell’Argentario “Blu Argentario: dal mare alla collina” (Innocenti Editore).

Dopo gli onori di casa del Centro, resi da Matteo Navoni, è stato presentato il percorso delle ragazze del laboratorio che sotto la supervisione della professoressa Cinzia Bolognesi Piani, autrice del libro e ideatrice di gran parte delle ricette, hanno portato avanti un progetto di recupero di piatti tipici della tradizione argentariana, per poi ampliare i loro orizzonti culinari fino all’entroterra della Maremma toscana, mantenendo intatto il metodo che finora l’ha contraddistinto: sperimentazione “in house” della ricetta, prima di farla diventare proposta per il pubblico. La cucina dell’Argentario trae origine dal complesso intreccio di culture che l’autrice identifica in un ideale percorso marittimo che va da Algeciras a Instanbul. Il “mare nostrum” è da sempre un elemento di continuità e non di separazione. Lo dimostrano le 94 preparazioni riportate sul testo, 94 vere e proprie “sinestesie culinarie”, ognuna corredata dalle bellissime immagini, “colte sul fatto”, della fotografa ufficiale del gruppo Stefania Galatolo. Durante la serata sono state proposte tante pietanze arricchite da aneddoti sulla preparazione e da riferimenti storici. In particolare ricette legate al recupero e valorizzazione del pesce povero come le “acciughe del pastore in salsa ribes”, presentate da Gabriella Gabrielli, il “caldarello di zerretti” e la “zuppa di sarde e finocchietto”realizzate da Caterina Landini; la “tremola al pesto”, una ricetta eseguita da Cristina Picchianti. Non sono mancati i riferimenti alla tradizione e panificazione con le “gallette del marinaio” e il “coroglio di Pasqua”, e una rielaborazione estetica degli ingredienti della “pagnottella di Natale”, da cui scaturisce una proposta innovativa: la “torta regina dell’Argentario”, ideata e realizzata da Stefania Galatolo. Una piacevole serata condotta da Cristina Picchianti e che ha lasciato chi c’era con l’acquolina in bocca. Apprezzatissima anche l’organizzazione del Centro Studi grazie al lavoro di Giancarlo Malacarne, Libero Fanciulli, Monica Sordini, nel rispetto dei protocolli sanitari. Tra il pubblico gli assessori Gian Luca Gozzo e Cecilia Costagliola.