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La casa-zoo dell'orrore, il racconto delle volontarie: «Hanno rifiutato gli aiuti» 

Le immagini scattate all’interno dell’appartamento in viale Europa nel momento del blitz delle forze dell’ordine, giovedì pomeriggio

Grosseto, il blitz nell’abitazione della vergogna in viale Europa: animali morti e rifiuti. Alcune associazioni volevano supportare le proprietarie, ma loro non hanno voluto

GROSSETO. Tutti sapevano. Tutti oggi si indignano. Ma le forze dell’ordine dicono di non avere mai ricevuto segnalazioni.

Nonostante, anche sui social, da mesi circolano le foto dei cani sul terrazzo. E i video in cui si sentono i loro lamenti disperati. I pettegolezzi si rincorrono, ma in mezzo a tante chiacchiere c’è davvero chi ha provato a fare qualcosa per evitare il peggio. E sono le associazioni animaliste della città. Loro avevano intuito che quell’appartamento in viale Europa nascondeva uno zoo degli orrori. E hanno dialogato a lungo con le proprietarie di casa – con una in particolare – per evitare che la situazione degenerasse.



E, soprattutto, per evitare che ci fossero delle vittime. Ma non ce l’hanno fatta. Perché quando i vigili del fuoco sono entrati nell’abitazione, giovedì 9 settembre, hanno trovato la carcassa mummificata di un cane, a terra, sul pavimento. Tra rifiuti ed escrementi. E per le padrone di casa, che vivono in un altro immobile, è scattata la denuncia per maltrattamento e uccisione di animali. Il personale veterinario dell’Asl intervenuto sul posto ha trovato anche alcune specie protette: gechi e tartarughe. Un inferno tra le mura domestiche. Una prigione mortale per decine di animali. Chi ha provato a fare qualcosa, nei mesi scorsi, è stato respinto.

«L’ultimo contattato con una delle proprietarie di casa, la più giovane, ce l’ho avuto nel dicembre del 2020. Le avevo scritto perché si era fatta avanti per adottare un Lagotto. Allora mi sono permessa di dirle che non era assolutamente il caso che prendesse altri animali, considerate le condizioni precarie di quelli già in suo possesso». A parlare è Veronica Ciani, della Lega del Cane. «Dopo quel messaggio mi ha bloccato, ha interrotto ogni comunicazione. E ha fatto lo stesso – racconta Ciani – con le altre volontarie che le si erano avvicinate per aiutarla».

Come Federica Bellone, dell’associazione Adotta un cuore randagio. «Insieme alla Lega del Cane e a Maremma Randagia – dice – avevamo instaurato un rapporto con una delle proprietarie dell’appartamento di viale Europa. Lei inizialmente aveva chiesto di adottare altri cani, e noi le avevamo detto che non era possibile, che aveva già molti animali. Poi, allora, ci ha chiesto di prenderci carico di due dei suoi esemplari».

Questo accadeva circa un anno e mezzo fa. Quando la situazione in viale Europa era già fuori controllo. Prima la richiesta di aiuto, poi, però, la titolare della casa-zoo dell’orrore si è praticamente tirata indietro. «Lo aveva già fatto quando ci aveva richiesto cani da adottare. Le avevamo detto che volevamo prima vedere casa sua. Lei ci disse che in quell’appartamento teneva solo gli animali, che momentaneamente viveva da un’altra parte. Si negava – racconta Veronica Ciani – come se non volesse farci vedere cosa c’era dentro a quelle mura. In un secondo momento, quando lei voleva affidarci due dei suoi cani, ha smesso di risponderci quando eravamo pronti ad accoglierli nelle nostre strutture. Diceva che doveva lavorare, che no n aveva tempo, ogni volta trovava una scusa per rimandare gli appuntamenti». Le associazioni animaliste non sono autorità. E non possono forzare la mano. Alla base di tutto ci deve essere un rapporto di fiducia e di collaborazione tra i volontari e chi si rivolge a loro. La Lega del Cane, Maremma Randagia, l’associazione Adotta un cuore randagio, l’Enpa, rappresentato dalla grossetana Marlena Greco. Tutti soggetti che hanno provato a offrire sostegno alle donne della casa degli orrori. Ma la loro mano tesa è sempre stata rifiutata. «Sarebbe servito maggiore dialogo tra associazioni e autorità – conclude Ciani – e non saremmo arrivati alla terribile scoperta di giovedì». E dalla parte delle forze dell’ordine il messaggio è chiaro: «Non abbiamo mai ricevuto segnalazioni sull’appartamento di viale Europa», dicono Paolo Negrini, comandante della polizia municipale di Grosseto, e Alessandra Baldassarri, comandante dei carabinieri forestali di Grosseto.

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