Indagine archeologica in piazza Sant’Agostino

santa fiora. Il Comune di Santa Fiora, nel quadro della cooperazione pluriennale con la Cattedra di archeologia medievale (dipartimento Sagas) dell’università degli studi di Firenze, ha richiesto un’indagine archeologica in piazza Sant’Agostino al fine di identificare e tutelare eventuali elementi di interesse archeologico. Pertanto, dai primi di settembre, una porzione della piazza a ridosso della chiesa sarà interessata dagli scavi.

«Il risultato di queste indagini – dice Moreno Pomi, assessore comunale ai Lavori pubblici – ci consentirà di orientare correttamente la futura progettazione delle opere idrauliche di mitigazione del rischio idrogeologico che interesseranno tutta la piazza. Il Comune vuole essere sicuro di intervenire con i futuri lavori in modo da non compromettere il patrimonio archeologico che potrebbe emergere dagli scavi. Sappiamo, infatti, per certo che la chiesa di San Michele, oggi Sant’Agostino, consacrata nel XII secolo, era utilizzata dalla famiglia Aldobrandeschi per le proprie sepolture. Ecco perché prima di intraprendere i lavori abbiamo avuto lo scrupolo di effettuare questa indagine. La chiesa ha subito numerose trasformazioni e modifiche nel corso dei secoli. Nel 1790 il convento agostiniano fu soppresso, il tetto abbassato e la facciata fu arretrata di circa un terzo rispetto alla sua collocazione precedente, assumendo la forma attuale. Gli scavi interesseranno proprio l’area che prima era occupata dalla chiesa per individuare la presenza di eventuali sepolture. L’auspicio è che da questa indagine archeologica possano emergere elementi nuovi, in grado di arricchire le attuali conoscenze sulla storia medioevale di Santa Fiora».


La recinzione di cantiere delimiterà lo scavo archeologico e il giardino pubblico dove sarà organizzato lo stoccaggio dei materiali. I reperti saranno spostati in altri locali appositamente predisposti dal Comune per la catalogazione e il censimento.

«Le indagini di scavo, realizzate dall’Università di Firenze sotto la direzione della Soprintendenza – dice il professor Michele Nucciotti, direttore delle ricerche per l’Università di Firenze – saranno integrate da un programma di prospezioni geofisiche condotte dall’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr, che permetteranno di verificare lo sviluppo delle antiche strutture interrate anche al di fuori dei limiti dello scavo archeologico. Il gruppo di ricerca fiorentino sarà composto, oltre che da ricercatori archeologi anche da studenti della Scuola di specializzazione in beni archeologici».