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La curva, poi lo schianto Sara muore a 19 anni «Una ragazza adorabile»

Sara D’Apolito

La giovane di Pienza martedì sera è finita contro un albero vicino a Scarlino Lavorava in un campeggio di Castiglione. Il ricordo pieno di dolore della collega


SCARLINO. Dietro agli occhiali da vista c’è il segno di una notte senza sonno. Lo sguardo racconta di un fiume di lacrime esaurito, ma pronto a gonfiarsi di nuovo. Magari tra qualche ora. Lontano dai turisti e dal caos della costa maremmana nel cuore di agosto.

«Si, ho saputo dell’incidente. So tutto. Sara è morta. Lavoravamo insieme due volte a settimana dall’inizio dell’estate. Aveva 19 anni, era bella, spensierata e questa per lei era la prima stagione con noi. Lavorava, ma soprattutto si divertiva». Sono le 11, 30 e al campeggio PuntAla, a Castiglione della Pescaia, c’è il classico trambusto turistico dei giorni attorno a Ferragosto. Alla reception della struttura una ragazza – insieme ad altre due colleghe – accoglie i visitatori col sorriso di chi ha imparato a non mescolare la vita privata al lavoro. Cordiale e paziente. Ma nel cuore è distrutta. Dentro di lei c’è un dolore lancinante. Ancora freschissimo. Tutto da elaborare. Ed è quello per la morte della sua collega. Sara D’Apolito, 19 anni, di Pienza, in provincia di Siena. Ha perso la vita una manciata di minuti dopo le 22 di martedì. Sulla strada provinciale 158, quella che collega Castiglione della Pescaia a Scarlino, e quindi a Follonica. Nelle vicinanze della località Puntone. La sua Yaris è uscita dalla curva invadendo la corsia di marcia opposta. Poi lo schianto in un albero. Un’ambulanza da Follonica. Poi anche l’attivazione dell’elisoccorso Pegaso. Ma Sara era già morta. Troppo forte lo schianto contro quel maledetto tronco che le ha sbattuto in faccia la porta della sua gioventù. Spalancata sul futuro. Addobbata da quell’espressione felice e spensierata che illumina Sara in ogni fotografia postata sui social network.

Sara era così. Coraggiosa, intraprendente, piacevolmente divorata dalla voglia di conoscere il mondo e fare esperienze nuove. Le sue giornate non avevano pause. Ecco perché dopo l’esame di maturità superato brillantemente al liceo linguistico di Montepulciano era nata in lei la voglia di misurarsi subito col mondo del lavoro. Puntando sulla sua grande passione. Il sup. Una sorta di tavola da surf che permette di scivolare sull’acqua, in piedi, con l’ausilio di un remo. Sara al campeggio PuntAla faceva divertire i turisti, insegnava loro a sgusciare via tra le increspature del mare. E le piaceva da morire.

Ma cosa è successo martedì sera? Perché Sara non ha girato il volante dell’auto all’altezza della curva che l’ha strappata al mondo? Gli inquirenti stanno cercando di capirlo. E stanno ricostruendo anche i movimenti della giovane. È evidente che la 19enne stava raggiungendo la zona di Scarlino e Follonica, dove la sua famiglia sta passando le vacanze. Con ogni probabilità per una serata di svago dopo il lavoro. A Follonica, però, non è mai arrivata. Il giorno dopo lo schianto sul posto della tragedia c’è ancora una parte dei resti della sua auto. Si capisce subito che l’impatto è stato violento. E lo si intuisce anche dal tronco della pianta, visibilmente danneggiato nel punto in cui la macchina di Sara ha terminato la sua corsa.

Lì dove si è spenta la luce di una fresca diplomata che pensava solo a darsi da fare. A mettere qualche soldo da parte, a imparare un mestiere.

Sara stava cominciando ad assaggiare quella fetta di vita riservata ai grandi. Fatta di contratti e di orari. Di buste paga e di puntualità sul luogo di lavoro. Aveva carattere, riusciva a sprigionare simpatia. E a diffonderla attorno a lei. Al campeggio PuntAla non c’è molta voglia di parlare. Ed è comprensibile. Lo staff corre da una parte all’altra per accontentare gli ospiti. Quando, però, c’è un attimo di quiete, ai dipendenti basta incrociarsi con lo sguardo per rivivere la terribile notizia. Per sentirla di nuovo scorrere dietro la schiena – rapida, fredda e tagliente – come la prima volta che l’hanno sentita. Sara è morta.

Solo i risultati delle indagini in corso potranno dire come sono andate davvero le cose. La dinamica è importante, sì. Ma quanto, in questo caso, in confronto al fatto? Sara ha perso il controllo della sua auto. Le cause dello scontro mortale verranno chiarite.

La sua risata è finita all’improvviso nel cassetto dei ricordi. Facendo esplodere il dolore di genitori, parenti, amici e conoscenti. Questa è una certezza. Scolpita sotto il sole di un’estate che confezionauna storia terribile. Quella di un grande sorriso spento troppo presto.

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