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«Abbiamo pagato 60 euro un ombrellone». E sulla spiaggia arriva la Finanza

Il colonnello Cesare Antuofermo racconta le irregolarità sulla costa grossetana: «Da giugno scoperti oltre 3 milioni di evasione totale»

GROSSETO. Si sono visti chiedere 60 euro per un ombrellone e due sdraio. E quando hanno pagato, il concessionario della spiaggia attrezzata si è messo in tasca i soldi. E arrivederci. Senza alcun riscontro fiscale. Nessuno scontrino, né una ricevuta. Allora loro – un gruppo di turisti di passaggio nella zona sud della costa maremmana – hanno raccontato tutto alla guardia di finanza, comandata dal colonnello Cesare Antuofermo. Le fiamme gialle, quindi, hanno proceduto con una sanzione all’indirizzo dell’”imprenditore del mare”, che ora rischia di dover pagare fino a mille euro. L’episodio è avvenuto la scorsa settimana. A raccontarlo è proprio il colonnello Antuofermo, che poi aggiunge: «Il Grossetano in questo periodo è preso d’assalto. Sono tantissimi i turisti che scelgono il nostro territorio. Noi non vogliamo essere i nemici di chi ha attività legate al mondo del turismo, ma abbiamo il dovere di garantire il rispetto delle regole». E i casi in cui le norme vengono infrante sono parecchi. Dall’inizio dell’estate il lavoro – alla finanza – non è mancato.

I MERCATI DEL TAROCCO


In diverse località di mare della provincia, sui vialetti che conducono alla spiaggia, sbocciano mercati improvvisati. Rigorosamente di articoli contraffatti. Borse, occhiali e accessori di abbigliamento tarocchi. Fendi, Gucci, Armani, Dolce&Gabbana. Sembra l’offerta di una buotique, ma in realtà è tutto falso. «Tante persone ci hanno segnalato questo tipo di fenomeno, che spesso si unisce anche a un atteggiamento oppressivo dei commercianti abusivi, che quasi obbligano i passanti ad acquistare qualcosa», spiega Antuofermo. Oltre venti, fino a ora, gli interventi eseguiti dalla finanza tra Capalbio, Orbetello, Argentario, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia e Follonica. Più di 4mila gli articoli sequestrati, per un valore complessivo superiore ai 50mila euro. Sono tredici le persone denunciate all’autorità giudiziaria, sette le verbalizzazioni amministrative. «Senza dimenticare – prosegue Antuofermo – la grande operazione della tenenza di Orbetello, che nelle scorse settimane ha sequestrato oltre 16 milioni di articoli sanitari (mascherine e attrezzature medicali, nda) con il marchio della Comunità Europea contraffatto.

LA DROGA

Si chiamano Dankan e Banda e sono i due pastori tedeschi che la finanza sta impiegando nella lotta alla droga. Anche all’Isola del Giglio. Dove non mancano i turisti amanti dello sballo irregolare. «Ne abbiamo trovati alcuni con la droga nascosta addosso, alla discesa del traghetto», dice il colonnello Antuofermo. In generale, in provincia sono stati 27 i chili di stupefacenti sequestrati. Per la maggior parte hashish e marijuana. «Anche se – precisa Antuofermo – sulla piazza sono molto presenti anche cocaina ed eroina». L’estate di controlli per ora ha portato a un arresto, otto denunce e 16 verbalizzazioni amministrative. Comprese cinque patenti ritirate a persone trovate alla guida in possesso di droga.

PERICOLO CRIMINALITA'

«La pandemia ha messo in ginocchio le attività commerciali. In questo contesto – spiega Antuofermo – cresce il pericolo di infiltrazioni criminali. La malavita si avvicina agli imprenditori in difficoltà pronta a rilevare le piccole aziende». La finanza ha ravvisato 17 operazioni “sospette”, ovvero strani movimenti di denaro sui cui sono in corso accertamenti accurati. «In generale, per ora la criminalità sta piuttosto alla larga dalla Maremma», dice Antuofermo.

LOTTA ALL’EVASIONE

Per ciò che riguarda l’evasione, l’attenzione della finanza è rivolta soprattutto al mercato degli affitti, ai servizi balneari, ai lavoratori assunti in nero e alle prestazioni che orbitano nel mondo della nautica. In questi settori, da giugno sono stati scoperti 3 milioni di euro di redditi sottratti alla tassazione. Tra fatture false e mancate fatturazioni. Si tratta di evasione totale. Cinque le persone denunciate. «Proseguiremo nei controlli – conclude Antuofermo– perché la nostra funzione, prima di tutto, è quella di garantire l’equità sociale. Chi lavora, deve dichiarare il frutto della propria attività».